Con la sentenza n. 223 del 2018 la Corte costituzionale torna ad affrontare il delicato problema della cd. successione impropria, definendo il regime intertemporale dell’illecito punitivo amministrativo in caso di depenalizzazione, con specifico riferimento all’ipotesi di insider trading secondario, oggi punito dall’art. 187 bis t.u.f. e la cui disciplina transitoria era contenuta all’art. 9, comma 6, della l. 62 del 2005. La pronuncia si confronta con il dilemma, che attanaglia il sistema del diritto punitivo, tra distinzione e assimilazione delle garanzie penalistiche rispetto a quelle valide per le sanzioni amministrative. I giudici costituzionali affermano così che la nuova disciplina non può retroagire quando presenti un complessivo trattamento sanzionatorio in concreto più sfavorevole di quello applicabile in base alla disciplina previgente, così dichiarando l’incostituzionalità della norma scrutinata, per contrasto con gli artt. 25, comma 2, e 117, comma 1 Cost., quest’ultimo in relazione all’art. 7 Cedu.

La materia penale: totem o tabù? Il caso della retroattività in mitius della sanzione amministrativa

consulich
2019

Abstract

Con la sentenza n. 223 del 2018 la Corte costituzionale torna ad affrontare il delicato problema della cd. successione impropria, definendo il regime intertemporale dell’illecito punitivo amministrativo in caso di depenalizzazione, con specifico riferimento all’ipotesi di insider trading secondario, oggi punito dall’art. 187 bis t.u.f. e la cui disciplina transitoria era contenuta all’art. 9, comma 6, della l. 62 del 2005. La pronuncia si confronta con il dilemma, che attanaglia il sistema del diritto punitivo, tra distinzione e assimilazione delle garanzie penalistiche rispetto a quelle valide per le sanzioni amministrative. I giudici costituzionali affermano così che la nuova disciplina non può retroagire quando presenti un complessivo trattamento sanzionatorio in concreto più sfavorevole di quello applicabile in base alla disciplina previgente, così dichiarando l’incostituzionalità della norma scrutinata, per contrasto con gli artt. 25, comma 2, e 117, comma 1 Cost., quest’ultimo in relazione all’art. 7 Cedu.
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