The present work is inspired by the discovery in the Archivio di Stato di Massa of some registries – part of the Catasto Estense (1820-1824) – which listed the Carrara State marble quarries. The registries, as well as the linked maps (scale 1:2000 or 1:4000), provides data about the condition, the possession and the variety of the quarries, both for the 1820 and for the 1751 appraisal. The source data cover four comunelli (hamlets) of Carrara territory. The first part of the article presents the institutional, regulatory and economic context of the Carrara State in the XIX Century, in order to shows motivations and modality of the sources production. Cadastral maps have been vectorialized and registries data have been transcribed and linked with the map in order to create an integrated geo-database using a GIS software. The second part deals with the analysis of this “metasource”; the geodatabase and the cartography shows the possession structure, the quarries condition and the marble varieties in the 1820-24. This work represents a first step for landscape and historical geography studies of the quarry activities in the Apuane Alps. The comparison with the currient quarries maps, actually in elaboration by the Centro di Tecnologie of the University of Siena, will allows a diachronic analysis of landscape and possession changes in the last two centuries.

L'idea di questo contributo nasce dal ritrovamento presso l'Archivio di Stato di Massa di una serie di registri e carte – estratto del Catasto Estense (1820-1824) – in cui sono elencate le cave di marmo esistenti nel territorio dello Stato di Carrara. Questi registri, a cui è allegato un apparato cartografico realizzato alla stessa scala dei fogli mappali (1:2000 o 1:4000), riportano varie informazioni sullo stato di attività, i proprietari e la qualità del marmo in quattro comunelli del carrarese sia alla data d’impianto del Catasto sia per i secoli precedenti alla rilevazione fiscale. La prima parte dell’articolo presenta quindi il contesto normativo ed economico dello Stato di Carrara nel XIX secolo, per illustrare le motivazioni e le modalità di produzione della fonte. La seconda parte è invece dedicata all’analisi sincronica della “metafonte” elaborata vettorializzando le particelle catastali e trascrivendo le informazioni dei registri tramite applicativi GIS; la cartografia prodotta restituisce la struttura della proprietà, lo stato e la qualità delle cave al 1820-24. Questo lavoro di ricostruzione basato su fonti storiche si configura come un primo passo utile allo studio paesaggistico e geografico delle attività estrattive sulle Alpi Apuane. L’incrocio con i dati odierni, in elaborazione presso il Centro di GeoTecnologie dell’Università di Siena, consentirà in futuro un confronto diacronico e una mappatura dell’ampliamento delle cave negli ultimi due secoli.

Per una geostoria delle attività estrattive di Carrara: la cartografia digitale delle Cave de’ Marmi descritte all’impianto del Nuovo Catasto Estense (1821-1824).

nicola gabellieri
2017

Abstract

L'idea di questo contributo nasce dal ritrovamento presso l'Archivio di Stato di Massa di una serie di registri e carte – estratto del Catasto Estense (1820-1824) – in cui sono elencate le cave di marmo esistenti nel territorio dello Stato di Carrara. Questi registri, a cui è allegato un apparato cartografico realizzato alla stessa scala dei fogli mappali (1:2000 o 1:4000), riportano varie informazioni sullo stato di attività, i proprietari e la qualità del marmo in quattro comunelli del carrarese sia alla data d’impianto del Catasto sia per i secoli precedenti alla rilevazione fiscale. La prima parte dell’articolo presenta quindi il contesto normativo ed economico dello Stato di Carrara nel XIX secolo, per illustrare le motivazioni e le modalità di produzione della fonte. La seconda parte è invece dedicata all’analisi sincronica della “metafonte” elaborata vettorializzando le particelle catastali e trascrivendo le informazioni dei registri tramite applicativi GIS; la cartografia prodotta restituisce la struttura della proprietà, lo stato e la qualità delle cave al 1820-24. Questo lavoro di ricostruzione basato su fonti storiche si configura come un primo passo utile allo studio paesaggistico e geografico delle attività estrattive sulle Alpi Apuane. L’incrocio con i dati odierni, in elaborazione presso il Centro di GeoTecnologie dell’Università di Siena, consentirà in futuro un confronto diacronico e una mappatura dell’ampliamento delle cave negli ultimi due secoli.
The present work is inspired by the discovery in the Archivio di Stato di Massa of some registries – part of the Catasto Estense (1820-1824) – which listed the Carrara State marble quarries. The registries, as well as the linked maps (scale 1:2000 or 1:4000), provides data about the condition, the possession and the variety of the quarries, both for the 1820 and for the 1751 appraisal. The source data cover four comunelli (hamlets) of Carrara territory. The first part of the article presents the institutional, regulatory and economic context of the Carrara State in the XIX Century, in order to shows motivations and modality of the sources production. Cadastral maps have been vectorialized and registries data have been transcribed and linked with the map in order to create an integrated geo-database using a GIS software. The second part deals with the analysis of this “metasource”; the geodatabase and the cartography shows the possession structure, the quarries condition and the marble varieties in the 1820-24. This work represents a first step for landscape and historical geography studies of the quarry activities in the Apuane Alps. The comparison with the currient quarries maps, actually in elaboration by the Centro di Tecnologie of the University of Siena, will allows a diachronic analysis of landscape and possession changes in the last two centuries.
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