The allegory of Harmonia, in the ninth book of Martianus Capella’s De Nuptiis, represents the apex of the ascending climax among the artes in his nuptial encyclopaedia: a choice that is preceded, in the first two allegorical books of the work, by an intense interest in music and musical symbolism. The personification of the Ars, divine reconciliation of voluptas and doctrine, is represented as a sublime goddess, on the model of Apuleius’ Isis; among the accessories that characterize her, stands out a mysterious, harmonious clipeus, which is perhaps the musical transfiguration of an astrolabe and of its link with the harmony of the spheres. The Ars intones an extraordinary polymetric song, where Martian, with great skill, transforms a long tradition of Menippean polymetric poems. Harmonia’s multifarious song is in fact related to the multiplicity of the gods she invokes: and the ultimate model for this hymn, made of several meters and of many sounds, is just the harmony of the spheres, where different melodies caused by the movement of the various planets come together in an harmonious and celestial symphony.

L’allegoria di Harmonia nel IX libro del De nuptiis di Marziano Capella rappresenta il culmine della climax ascendente fra le artes nella sua enciclopedia nuziale: una scelta che viene preceduta, già nei primi due libri allegorici dell’opera, da un intenso interesse per la musica e il simbolismo musicale. La personificazione dell’Ars, divina conciliazione di voluptas e dottrina, viene rappresentata come una dea sublime sul modello dell’Iside apuleiana; fra gli accessori che la connotano, spicca un misterioso, armonioso clipeus, che è probabilmente la trasfigurazione musicale di un astrolabio e del suo legame con l’armonia delle sfere. L’Ars intona inoltre uno straordinario canto polimetrico, in cui Marziano sa rifunzionalizzare con grande abilità una lunga tradizione di polimetria menippea. Il canto multiforme di Harmonia viene infatti messo in relazione con la molteplicità degli dèi cui si rivolge: e il modello ultimo per quest’inno dai molti metri e dai molti suoni è costituito proprio dall’armonia delle sfere, dove le diverse melodie suscitate dal movimento dei differenti pianeti si fondono in un’armoniosa sinfonia celeste.

Harmonia allegorica: il melos multiforme che fonda l’armonia del mondo nel IX libro del De nuptiis di Marziano Capella

MORETTI, GABRIELLA
2013

Abstract

L’allegoria di Harmonia nel IX libro del De nuptiis di Marziano Capella rappresenta il culmine della climax ascendente fra le artes nella sua enciclopedia nuziale: una scelta che viene preceduta, già nei primi due libri allegorici dell’opera, da un intenso interesse per la musica e il simbolismo musicale. La personificazione dell’Ars, divina conciliazione di voluptas e dottrina, viene rappresentata come una dea sublime sul modello dell’Iside apuleiana; fra gli accessori che la connotano, spicca un misterioso, armonioso clipeus, che è probabilmente la trasfigurazione musicale di un astrolabio e del suo legame con l’armonia delle sfere. L’Ars intona inoltre uno straordinario canto polimetrico, in cui Marziano sa rifunzionalizzare con grande abilità una lunga tradizione di polimetria menippea. Il canto multiforme di Harmonia viene infatti messo in relazione con la molteplicità degli dèi cui si rivolge: e il modello ultimo per quest’inno dai molti metri e dai molti suoni è costituito proprio dall’armonia delle sfere, dove le diverse melodie suscitate dal movimento dei differenti pianeti si fondono in un’armoniosa sinfonia celeste.
The allegory of Harmonia, in the ninth book of Martianus Capella’s De Nuptiis, represents the apex of the ascending climax among the artes in his nuptial encyclopaedia: a choice that is preceded, in the first two allegorical books of the work, by an intense interest in music and musical symbolism. The personification of the Ars, divine reconciliation of voluptas and doctrine, is represented as a sublime goddess, on the model of Apuleius’ Isis; among the accessories that characterize her, stands out a mysterious, harmonious clipeus, which is perhaps the musical transfiguration of an astrolabe and of its link with the harmony of the spheres. The Ars intones an extraordinary polymetric song, where Martian, with great skill, transforms a long tradition of Menippean polymetric poems. Harmonia’s multifarious song is in fact related to the multiplicity of the gods she invokes: and the ultimate model for this hymn, made of several meters and of many sounds, is just the harmony of the spheres, where different melodies caused by the movement of the various planets come together in an harmonious and celestial symphony.
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