La priorità che la nostra cultura accorda alla conoscenza proposizionale/dimostrativa dipende da precise ragioni storiche, e contribuisce alla rimozione di altre forme di conoscenza: la knowledge by acquaintance di Russell corrisponde al paradigma indiziario di Ginzburg e alla metis degli antichi greci. Continuamente praticata sia all’interno che all’esterno dei nostri confini, essa è però letteralmente rimossa dal discorso pubblico, e dal predominio ideologico del contesto della giustificazione sopra il contesto della scoperta, che sta in relazione alla presunzione di verità della scienza occidentale. Ma se, come la serie di questi articoli implica, ammettiamo che ogni cultura umana apprenda il mondo secondo una sua specifica ontologia e una sua specifica epistemologia, allora c’è modo di uscire dalla guerra delle scienze e ammettere che ogni pratica conoscitiva ha un suo valore, che dipende dalla serietà con cui viene praticata e dal tipo di mondo che la fa esistere e che essa contribuisce a far esistere. Nell’ottica della pari dignità di tutte le culture è possibile infine passare dal colonialismo alla diplomazia, dall’imposizione di un mondo unico all’accettazione di mondi molteplici.

Mondi umani. La costruzione di un umano (ottava parte).

CONSIGLIERE, STEFANIA
2013

Abstract

La priorità che la nostra cultura accorda alla conoscenza proposizionale/dimostrativa dipende da precise ragioni storiche, e contribuisce alla rimozione di altre forme di conoscenza: la knowledge by acquaintance di Russell corrisponde al paradigma indiziario di Ginzburg e alla metis degli antichi greci. Continuamente praticata sia all’interno che all’esterno dei nostri confini, essa è però letteralmente rimossa dal discorso pubblico, e dal predominio ideologico del contesto della giustificazione sopra il contesto della scoperta, che sta in relazione alla presunzione di verità della scienza occidentale. Ma se, come la serie di questi articoli implica, ammettiamo che ogni cultura umana apprenda il mondo secondo una sua specifica ontologia e una sua specifica epistemologia, allora c’è modo di uscire dalla guerra delle scienze e ammettere che ogni pratica conoscitiva ha un suo valore, che dipende dalla serietà con cui viene praticata e dal tipo di mondo che la fa esistere e che essa contribuisce a far esistere. Nell’ottica della pari dignità di tutte le culture è possibile infine passare dal colonialismo alla diplomazia, dall’imposizione di un mondo unico all’accettazione di mondi molteplici.
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