In seguito alla lunga parentesi medievale della dominazione dei marchesi Del Carretto, fra la fine del XVI e i primi del XVII secolo il feudo imperiale del Finale passa nelle mani dei re di Spagna, e diventa crocevia dei transiti militari asburgici da e per Milano. L’istituzione di un presidio favorisce l’avvio della manifattura delle carte da gioco, ma per l’impianto delle prime fabbriche specializzate e lo sviluppo di un commercio di esportazione bisogna attendere gli ultimi decenni del Seicento. L’attività si intensifica nel secolo successivo, quando si avviano vere e proprie imprese familiari, e il «negozio» delle carte consente alla classe mercantile finalese di attutire le conseguenze della crisi economica maturata con l’incorporazione del feudo all’interno del territorio della Repubblica di Genova. Attraverso lo spoglio della documentazione della Casa San Giorgio (responsabile dell’esazione dei dazi sulle merci in entrata e in uscita) e di quella notarile si esamina lo sviluppo della manifattura e del commercio delle carte nel corso dei decenni, individuando i protagonisti delle transazioni e i proprietari delle fabbriche, e definendo meglio le caratteristiche di un’attività a tutti gli effetti “caratterizzante” di questa comunità ligure.

Quando il gioco diventa un'impresa commerciale: il caso delle carte del Finale (secoli XVII-XVIII)

CALCAGNO, PAOLO
2008

Abstract

In seguito alla lunga parentesi medievale della dominazione dei marchesi Del Carretto, fra la fine del XVI e i primi del XVII secolo il feudo imperiale del Finale passa nelle mani dei re di Spagna, e diventa crocevia dei transiti militari asburgici da e per Milano. L’istituzione di un presidio favorisce l’avvio della manifattura delle carte da gioco, ma per l’impianto delle prime fabbriche specializzate e lo sviluppo di un commercio di esportazione bisogna attendere gli ultimi decenni del Seicento. L’attività si intensifica nel secolo successivo, quando si avviano vere e proprie imprese familiari, e il «negozio» delle carte consente alla classe mercantile finalese di attutire le conseguenze della crisi economica maturata con l’incorporazione del feudo all’interno del territorio della Repubblica di Genova. Attraverso lo spoglio della documentazione della Casa San Giorgio (responsabile dell’esazione dei dazi sulle merci in entrata e in uscita) e di quella notarile si esamina lo sviluppo della manifattura e del commercio delle carte nel corso dei decenni, individuando i protagonisti delle transazioni e i proprietari delle fabbriche, e definendo meglio le caratteristiche di un’attività a tutti gli effetti “caratterizzante” di questa comunità ligure.
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