The progressive demographic ageing is interesting all European countries and is one of the priorities of the social policies agenda (Eurostat, 2012). Nevertheless, the desirable proposals in terms of active ageing issues are constrained by the heterogeneous conditions of elderly people, often interested by deep inequalities and social frailty (Brandolini, Saraceno and Schizzerotto, 2009). At the same time, the promotion of active ageing and the consequent results in terms of successful ageing differentials are strongly influenced by the cultural dimensions (Birren and Schroots, 1996), interesting the deep heterogeneity of ageing processes. Nevertheless, the exploration of such multiform complexity is still limited by homogenizing representations focused on subjective disengagement often practiced by the elders or on consequences of structural rolelessness (Pugliese, 2011), reproducing the sense of non-productivity and marginalization according to an obsolete industrial model of the life cycle (Cesareo, 2009). In this regard, the paper aims to highlight the deep versatility of old age in contemporary society through the results of a quanti-qualitative research conducted in Genoa, one of the Italian towns with the higher ageing index representing a European demographic case for its peculiar ageing population dynamics (Poli, 2012). By identifying multiple ageing profiles obtained by values’ systems, socioeconomic conditions and different lifestyles of elderly people, this contribute highlights the need to rethink their role in contemporary society, enlarging their horizons of capabilities and opportunities and overcoming the latent homogenizing stereotypes through the promotion of an effective path of active citizenship.

Il progressivo invecchiamento della popolazione è questione che interessa tutti i paesi dell’Unione Europea e costituisce una delle priorità dell’agenda delle politiche sociali (Eurostat, 2012). In proposito, tanto a livello internazionale, quanto in Italia, le auspicabili proposte in termini d’invecchiamento attivo (Cesareo, 1991), da un lato, trovano ostacolo nelle profonde disuguaglianze, che spesso interessano proprio la componente più anziana della popolazione (Brandolini, Saraceno e Schizzerotto, 2009); dall’altro il dibattito s’incrocia con le retoriche ancorate al costo sociale degli anziani in termini di welfare e assistenza sociosanitaria, dove una loro stessa responsabilizzazione verso l’attivismo comporterebbe un’implicita ottimizzazione delle risorse, permettendo nuovi tagli alla spesa sociale oltre a quelli già abbondantemente praticati (Bertin, 2009). In entrambi i casi la matrice economica latente non tiene conto della profonda complessità ed eterogeneità dei processi d’invecchiamento, su cui prevalgono tuttoggi visioni sterotipizzanti e omogeneizzanti che pongono l’accento ora su tradizionali visioni del disengagement soggettivo da parte degli anziani (Cumming e Henry, 1961), ora sulle più generali conseguenze della rolelessness (Pugliese, 2011), ovvero della perdita di un ruolo strutturale che riproduce il senso di improduttività e la conseguente marginalizzazione dell’anziano in una società ancorata a un modello industriale del ciclo di vita (Cesareo, 2009). Le prospettive di limitata integrazione dell’anziano e il suo frequente destino di isolamento si combinano con le visioni non meno stereotipiche dell’invecchiamento come malattia (che non di rado conducono a soluzioni ipermedicalizzate, Katz, 1996), quanto del rifiuto della vecchiaia stessa quale processo di rimozione della morte tipico della società contemporanea (Bauman, 1992). Occorre, peraltro domandarsi quanto anzianità e vecchiaia si esauriscano in tali fenomeni (indubbiamente presenti), oppure se, in modo assai più eterogeneo, i differenziali nelle traiettorie d’invecchiamento (Birren e Schroots, 1996) si colgano nella combinazione tra l’indubbia rilevanza delle condizioni strutturali e la più profonda complessità delle componenti soggettive sul piano degli atteggiamenti, dei valori e dei comportamenti individuali. A tal proposito, partendo dal recente contributo di Cavallaro (2012) su questa stessa rivista, il presente articolo vuole offrire una prospettiva sulla profonda poliedricità dell’anzianità e della vecchiaia nella società contemporanea attraverso i risultati di un’indagini quali-quantitativa condotta in un’area metropolitana del territorio genovese, tradizionalmente interessato da peculiari dinamiche d’invecchiamento della popolazione. In tal senso, il contributo mira a identificare e delineare molteplici profili di anzianità e vecchiaia partendo dai sistemi di valori, dalle condizioni e dagli stili di vita delle persone in età avanzata in modo da ripensarne il loro stesso ruolo nella società, allargardone l’orizzonte di opportunità e capability (Sen, 1999) e superando le rappresentazioni omologanti in favore di una concezione rispettosa delle traiettorie di vita e a promozione di percorsi di cittadinanza attiva per una parte così rilevante della società.

Perché gli anziani ci amano (…nonostante tutto): l’anzianità poliedrica tra rappresentazioni stereotipiche, complessità identitaria e risorse nascoste

POLI, STEFANO
2012

Abstract

Il progressivo invecchiamento della popolazione è questione che interessa tutti i paesi dell’Unione Europea e costituisce una delle priorità dell’agenda delle politiche sociali (Eurostat, 2012). In proposito, tanto a livello internazionale, quanto in Italia, le auspicabili proposte in termini d’invecchiamento attivo (Cesareo, 1991), da un lato, trovano ostacolo nelle profonde disuguaglianze, che spesso interessano proprio la componente più anziana della popolazione (Brandolini, Saraceno e Schizzerotto, 2009); dall’altro il dibattito s’incrocia con le retoriche ancorate al costo sociale degli anziani in termini di welfare e assistenza sociosanitaria, dove una loro stessa responsabilizzazione verso l’attivismo comporterebbe un’implicita ottimizzazione delle risorse, permettendo nuovi tagli alla spesa sociale oltre a quelli già abbondantemente praticati (Bertin, 2009). In entrambi i casi la matrice economica latente non tiene conto della profonda complessità ed eterogeneità dei processi d’invecchiamento, su cui prevalgono tuttoggi visioni sterotipizzanti e omogeneizzanti che pongono l’accento ora su tradizionali visioni del disengagement soggettivo da parte degli anziani (Cumming e Henry, 1961), ora sulle più generali conseguenze della rolelessness (Pugliese, 2011), ovvero della perdita di un ruolo strutturale che riproduce il senso di improduttività e la conseguente marginalizzazione dell’anziano in una società ancorata a un modello industriale del ciclo di vita (Cesareo, 2009). Le prospettive di limitata integrazione dell’anziano e il suo frequente destino di isolamento si combinano con le visioni non meno stereotipiche dell’invecchiamento come malattia (che non di rado conducono a soluzioni ipermedicalizzate, Katz, 1996), quanto del rifiuto della vecchiaia stessa quale processo di rimozione della morte tipico della società contemporanea (Bauman, 1992). Occorre, peraltro domandarsi quanto anzianità e vecchiaia si esauriscano in tali fenomeni (indubbiamente presenti), oppure se, in modo assai più eterogeneo, i differenziali nelle traiettorie d’invecchiamento (Birren e Schroots, 1996) si colgano nella combinazione tra l’indubbia rilevanza delle condizioni strutturali e la più profonda complessità delle componenti soggettive sul piano degli atteggiamenti, dei valori e dei comportamenti individuali. A tal proposito, partendo dal recente contributo di Cavallaro (2012) su questa stessa rivista, il presente articolo vuole offrire una prospettiva sulla profonda poliedricità dell’anzianità e della vecchiaia nella società contemporanea attraverso i risultati di un’indagini quali-quantitativa condotta in un’area metropolitana del territorio genovese, tradizionalmente interessato da peculiari dinamiche d’invecchiamento della popolazione. In tal senso, il contributo mira a identificare e delineare molteplici profili di anzianità e vecchiaia partendo dai sistemi di valori, dalle condizioni e dagli stili di vita delle persone in età avanzata in modo da ripensarne il loro stesso ruolo nella società, allargardone l’orizzonte di opportunità e capability (Sen, 1999) e superando le rappresentazioni omologanti in favore di una concezione rispettosa delle traiettorie di vita e a promozione di percorsi di cittadinanza attiva per una parte così rilevante della società.
The progressive demographic ageing is interesting all European countries and is one of the priorities of the social policies agenda (Eurostat, 2012). Nevertheless, the desirable proposals in terms of active ageing issues are constrained by the heterogeneous conditions of elderly people, often interested by deep inequalities and social frailty (Brandolini, Saraceno and Schizzerotto, 2009). At the same time, the promotion of active ageing and the consequent results in terms of successful ageing differentials are strongly influenced by the cultural dimensions (Birren and Schroots, 1996), interesting the deep heterogeneity of ageing processes. Nevertheless, the exploration of such multiform complexity is still limited by homogenizing representations focused on subjective disengagement often practiced by the elders or on consequences of structural rolelessness (Pugliese, 2011), reproducing the sense of non-productivity and marginalization according to an obsolete industrial model of the life cycle (Cesareo, 2009). In this regard, the paper aims to highlight the deep versatility of old age in contemporary society through the results of a quanti-qualitative research conducted in Genoa, one of the Italian towns with the higher ageing index representing a European demographic case for its peculiar ageing population dynamics (Poli, 2012). By identifying multiple ageing profiles obtained by values’ systems, socioeconomic conditions and different lifestyles of elderly people, this contribute highlights the need to rethink their role in contemporary society, enlarging their horizons of capabilities and opportunities and overcoming the latent homogenizing stereotypes through the promotion of an effective path of active citizenship.
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