L’articolo esamina i primi cinque anni di vigore del Regolamento n. 1/2003, con particolare riferimento agli esiti dell’applicazione decentrata delle norme europee antitrust da parte delle Autorità nazionali della concorrenza (NCA). La scelta del legislatore europeo è stata quella di spingere al massimo sull’effetto diretto degli articoli 81 e 82 TCE (oggi 101 e 102 TFUE), e di stabilire anche procedure “informali” di cooperazione, circolazione di informazioni, discovery e allocazione dei casi. Tutto ciò, in presenza di norme nazionali diverse disciplinanti l’esercizio del potere delle NCA, e in assenza di alcuna trasparenza quanto alle modalità di lavoro della “rete” delle Autorità della concorrenza, può determinare diversità applicative da Stato a Stato, e pregiudicare anche i diritti di difesa delle imprese interessate. L’articolo propone quindi alcune soluzioni per riequilibrare, almeno in parte, la situazione: un diritto di accesso ai documenti infraprocedimentali prodotti all’interno della “rete”, un sindacato più incisivo delle giurisdizioni nazionali in sede di impugnativa dei provvedimenti delle NCA, un uso più generoso dei meccanismi di cooperazione tra giudici nazionali e istituzioni europee, soprattutto la Corte di Giustizia.
L'applicazione decentrata delle norme antitrust
MUNARI, FRANCESCO
2010-01-01
Abstract
L’articolo esamina i primi cinque anni di vigore del Regolamento n. 1/2003, con particolare riferimento agli esiti dell’applicazione decentrata delle norme europee antitrust da parte delle Autorità nazionali della concorrenza (NCA). La scelta del legislatore europeo è stata quella di spingere al massimo sull’effetto diretto degli articoli 81 e 82 TCE (oggi 101 e 102 TFUE), e di stabilire anche procedure “informali” di cooperazione, circolazione di informazioni, discovery e allocazione dei casi. Tutto ciò, in presenza di norme nazionali diverse disciplinanti l’esercizio del potere delle NCA, e in assenza di alcuna trasparenza quanto alle modalità di lavoro della “rete” delle Autorità della concorrenza, può determinare diversità applicative da Stato a Stato, e pregiudicare anche i diritti di difesa delle imprese interessate. L’articolo propone quindi alcune soluzioni per riequilibrare, almeno in parte, la situazione: un diritto di accesso ai documenti infraprocedimentali prodotti all’interno della “rete”, un sindacato più incisivo delle giurisdizioni nazionali in sede di impugnativa dei provvedimenti delle NCA, un uso più generoso dei meccanismi di cooperazione tra giudici nazionali e istituzioni europee, soprattutto la Corte di Giustizia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.