Con la pronuncia del 6 marzo 2018 sul caso Achmea (C-284/16) la Corte di Giustizia ha dichiarato l’incompatibilità con il diritto unionale dei trattati bilaterali sugli investimenti (Bilateral Investment Treaties - BITs) conclusi intra-UE. Nel presente contributo tale sentenza è analizzata alla luce del quadro normativo di riferimento (in particolare l’art. 344 TFUE) e della giurisprudenza della CGUE (il caso Micula, T-704/15 e quelli relativi agli investimenti nel settore dell’energia), sottolineando anche le differenze rispetto alle conclusioni rese dall’AG Wathelet il 19 settembre 2017. Nel ricostruire la ratio decidendi della pronuncia, si evidenzia come gli arbitrati in materia di investimenti non possano essere assimilati agli arbitrati commerciali, e come la soluzione adottata dalla Corte tuteli l’uniforme applicazione del diritto unionale e, allo stesso tempo, sia compatibile con le libertà fondamentali dell’UE. Infine, l’analisi si concentra sulle implicazioni della sentenza Achmea su trattati vigenti e arbitrati in essere, nonché sui profili evolutivi della governance degli investimenti esteri in ambito UE.

EU law is alive and healthy: the Achmea case and a happy good-bye to intra-EU bilateral investment treaties

MUNARI, FRANCESCO;CELLERINO, CHIARA
2018

Abstract

Con la pronuncia del 6 marzo 2018 sul caso Achmea (C-284/16) la Corte di Giustizia ha dichiarato l’incompatibilità con il diritto unionale dei trattati bilaterali sugli investimenti (Bilateral Investment Treaties - BITs) conclusi intra-UE. Nel presente contributo tale sentenza è analizzata alla luce del quadro normativo di riferimento (in particolare l’art. 344 TFUE) e della giurisprudenza della CGUE (il caso Micula, T-704/15 e quelli relativi agli investimenti nel settore dell’energia), sottolineando anche le differenze rispetto alle conclusioni rese dall’AG Wathelet il 19 settembre 2017. Nel ricostruire la ratio decidendi della pronuncia, si evidenzia come gli arbitrati in materia di investimenti non possano essere assimilati agli arbitrati commerciali, e come la soluzione adottata dalla Corte tuteli l’uniforme applicazione del diritto unionale e, allo stesso tempo, sia compatibile con le libertà fondamentali dell’UE. Infine, l’analisi si concentra sulle implicazioni della sentenza Achmea su trattati vigenti e arbitrati in essere, nonché sui profili evolutivi della governance degli investimenti esteri in ambito UE.
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