La riabilitazione di arcate edentule o a dentatura gravemente compromessa mediante l’implantologia a carico immediato si è dimostrata nel corso degli ultimi decenni una procedura affidabile e predicibile. Il presupposto cardine per il successo clinico risiede nella rigorosa osservanza di opportuni accorgimenti che consentano di promuovere l’osseointegrazione degli impianti nelle prime fasi del processo di guarigione e di mantenerla nel lungo periodo. Il Columbus Bridge Protocol, protocollo codificato proposto dall’Università di Genova, prevede l’integrazione di linee guida chirurgiche e protesiche allo scopo di ottenere una soddisfacente stabilità primaria e il controllo dei carichi masticatori nelle riabilitazioni full-arch a carico immediato su impianti. Uno dei fattori protesici ritenuto fondamentale è lo splintaggio rigido degli impianti attraverso una sottostruttura protesica di metallo, per una distribuzione equilibrata dei carichi occlusali su ciascun impianto. Tuttavia, i tempi e i costi di produzione elevati, il distacco (chipping) tra rivestimento estetico della protesi e il framework di supporto costituiscono i principali svantaggi correlati all’impiego delle leghe metalliche in implantoprotesi. La fibra di carbonio, grazie alle eccellenti proprietà biomeccaniche e all’ottimizzazione del flusso di lavoro derivante dalla riduzione di costi e tempi di realizzazione, potrebbe rappresentare una valida alternativa all’utilizzo delle leghe metalliche tradizionali.

Framework protesico in fibra di carbonio per la riabilitazione full-arch fissa su impianti a carico immediato.

PERA, FRANCESCO;MENINI, MARIA;SETTI, PAOLO;PESCE, PAOLO;TEALDO, TIZIANO;
2016

Abstract

La riabilitazione di arcate edentule o a dentatura gravemente compromessa mediante l’implantologia a carico immediato si è dimostrata nel corso degli ultimi decenni una procedura affidabile e predicibile. Il presupposto cardine per il successo clinico risiede nella rigorosa osservanza di opportuni accorgimenti che consentano di promuovere l’osseointegrazione degli impianti nelle prime fasi del processo di guarigione e di mantenerla nel lungo periodo. Il Columbus Bridge Protocol, protocollo codificato proposto dall’Università di Genova, prevede l’integrazione di linee guida chirurgiche e protesiche allo scopo di ottenere una soddisfacente stabilità primaria e il controllo dei carichi masticatori nelle riabilitazioni full-arch a carico immediato su impianti. Uno dei fattori protesici ritenuto fondamentale è lo splintaggio rigido degli impianti attraverso una sottostruttura protesica di metallo, per una distribuzione equilibrata dei carichi occlusali su ciascun impianto. Tuttavia, i tempi e i costi di produzione elevati, il distacco (chipping) tra rivestimento estetico della protesi e il framework di supporto costituiscono i principali svantaggi correlati all’impiego delle leghe metalliche in implantoprotesi. La fibra di carbonio, grazie alle eccellenti proprietà biomeccaniche e all’ottimizzazione del flusso di lavoro derivante dalla riduzione di costi e tempi di realizzazione, potrebbe rappresentare una valida alternativa all’utilizzo delle leghe metalliche tradizionali.
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