Tramonti (La Spezia) si trova all’interno del sito UNESCO “Porto Venere, Cinque Terre e le isole Palmaria, Tino e Tinetto” ed è Patrimonio dell’Umanità per i caratteri originali del paesaggio a terrazze coltivate a vite. Il comune della Spezia ha promosso un progetto-pilota sul recupero di un’area terrazzata privata, data in concessione per 20 anni ad un’associazione, che si occuperà della sua manutenzione e della coltivazione della vite attualmente in abbandono seguendo i nuovi tipi di coltura ‘alta’ per permettere lo sfalcio del prato incolto solo in corrispondenza dell’apparato radicale in contrasto con quella storica coltivata ‘bassa’ per adattarsi meglio alle difficili condizioni ambientali, di cui oggi restano solo alcuni ‘relitti’. Nasce un dilemma: è preferibile l’indirizzo perseguito dal comune, che se funziona permette il recupero di molti terrazzamenti abbandonati, oppure la conservazione ‘anacronistica’ e quasi impossibile della coltivazione a vite bassa?

Dilemma: landscape requalification or low-growing vineyards conservation? The case study of Tramonti (Liguria, Italy)

BURLANDO, PATRIZIA
2016

Abstract

Tramonti (La Spezia) si trova all’interno del sito UNESCO “Porto Venere, Cinque Terre e le isole Palmaria, Tino e Tinetto” ed è Patrimonio dell’Umanità per i caratteri originali del paesaggio a terrazze coltivate a vite. Il comune della Spezia ha promosso un progetto-pilota sul recupero di un’area terrazzata privata, data in concessione per 20 anni ad un’associazione, che si occuperà della sua manutenzione e della coltivazione della vite attualmente in abbandono seguendo i nuovi tipi di coltura ‘alta’ per permettere lo sfalcio del prato incolto solo in corrispondenza dell’apparato radicale in contrasto con quella storica coltivata ‘bassa’ per adattarsi meglio alle difficili condizioni ambientali, di cui oggi restano solo alcuni ‘relitti’. Nasce un dilemma: è preferibile l’indirizzo perseguito dal comune, che se funziona permette il recupero di molti terrazzamenti abbandonati, oppure la conservazione ‘anacronistica’ e quasi impossibile della coltivazione a vite bassa?
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