Tra i numerosi viaggi compiuti da Giovan Vincenzo Imperiale nelle Accademie e nei centri letterari di primo Seicento, le rotte verso Roma e Napoli e quella, forzata dall’esilio, verso Bologna trovano alcuni riscontri significativi in due gruppi di lettere inedite conservate all’Archivio Segreto Vaticano e alla Biblioteca Universitaria Estense di Modena, indirizzate rispettivamente al collezionista Cassiano dal Pozzo e al senatore bolognese Filippo Carlo Ghisilieri. La datazione dei documenti epistolari, editi per la prima volta in questo saggio, si colloca tra il 1632 e il 1640, ovvero in un periodo ormai distante dall’affermazione di Imperiale nel contesto letterario nazionale. Non per questo, però, il suo ruolo nella cultura e nella committenza di opere d’arte diviene marginale: se è vero che la vena poetica si fa meno prolifica, la rete delle relazioni politico-culturali è ora più estesa, irrobustendo – intorno agli anni Trenta – i contatti con gli ambienti del classicismo bolognese e del circolo barberiniano.

Lettere di Giovan Vincenzo Imperiale a Cassiano dal Pozzo e Filippo Carlo Ghisilieri

BELTRAMI, LUCA
2016-01-01

Abstract

Tra i numerosi viaggi compiuti da Giovan Vincenzo Imperiale nelle Accademie e nei centri letterari di primo Seicento, le rotte verso Roma e Napoli e quella, forzata dall’esilio, verso Bologna trovano alcuni riscontri significativi in due gruppi di lettere inedite conservate all’Archivio Segreto Vaticano e alla Biblioteca Universitaria Estense di Modena, indirizzate rispettivamente al collezionista Cassiano dal Pozzo e al senatore bolognese Filippo Carlo Ghisilieri. La datazione dei documenti epistolari, editi per la prima volta in questo saggio, si colloca tra il 1632 e il 1640, ovvero in un periodo ormai distante dall’affermazione di Imperiale nel contesto letterario nazionale. Non per questo, però, il suo ruolo nella cultura e nella committenza di opere d’arte diviene marginale: se è vero che la vena poetica si fa meno prolifica, la rete delle relazioni politico-culturali è ora più estesa, irrobustendo – intorno agli anni Trenta – i contatti con gli ambienti del classicismo bolognese e del circolo barberiniano.
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