Capolavoro dell’architettura di Galeazzo Alessi e modello per artisti, architetti e trattatisti dal XVI sino al XVIII, la Villa di Ottaviano Grimaldi Cebà, poi Sauli, sita nei pressi del fiume Bisagno a Genova ha subito la spiacevole e immeritata sorte di essere praticamente obliterata da una maldestra reinterpretazione architettonica durante la seconda metà del XIX secolo. Trasformata infatti prima in filanda, forma sotto cui la vide uno scandalizzato Federico Alizeri, venne definitivamente sventrata e risistemata attorno al 1856. Cosa rimane dunque dei preziosi e bellissimi affreschi di Luca Cambiaso, forse il più grande artista genovese del XVI secolo, che adornavano la dimora suburbana del Grimaldi? Fino a poco tempo fa si sarebbe potuto rispondere soltanto che erano descritti, rapidamente, dalle poche fonti disponibili. Questo studio permette di ricostruire integralmente i due cicli pittorici del Cambiaso, di leggerne finalmente le tangenze con la cultura, profonda ed eclettica, del Grimaldi che, come i grandi uomini del suo tempo, guardò al mondo greco – ben più che a quello romano – come modello ideale di virtù.

Libri e pennelli: dalle 'Vite' di Plutarco agli affreschi di Cambiaso nella Villa Grimaldi-Sauli al Bisagno a Genova

MONTANARI, GIACOMO
2015-01-01

Abstract

Capolavoro dell’architettura di Galeazzo Alessi e modello per artisti, architetti e trattatisti dal XVI sino al XVIII, la Villa di Ottaviano Grimaldi Cebà, poi Sauli, sita nei pressi del fiume Bisagno a Genova ha subito la spiacevole e immeritata sorte di essere praticamente obliterata da una maldestra reinterpretazione architettonica durante la seconda metà del XIX secolo. Trasformata infatti prima in filanda, forma sotto cui la vide uno scandalizzato Federico Alizeri, venne definitivamente sventrata e risistemata attorno al 1856. Cosa rimane dunque dei preziosi e bellissimi affreschi di Luca Cambiaso, forse il più grande artista genovese del XVI secolo, che adornavano la dimora suburbana del Grimaldi? Fino a poco tempo fa si sarebbe potuto rispondere soltanto che erano descritti, rapidamente, dalle poche fonti disponibili. Questo studio permette di ricostruire integralmente i due cicli pittorici del Cambiaso, di leggerne finalmente le tangenze con la cultura, profonda ed eclettica, del Grimaldi che, come i grandi uomini del suo tempo, guardò al mondo greco – ben più che a quello romano – come modello ideale di virtù.
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