Una delle tecniche più diffuse per stimare la resistenza a compressione del calcestruzzo è la prova di durezza superficiale effettuata con lo sclerometro noto anche come Schmidt Hammer. I produttori, a dispetto di un gran numero di lavori scientifici volti alla calibrazione della prova ed all’identificazione dei parametri che ne influenzano i risultati, forniscono, insieme allo strumento, ancora oggi la curva originale di Schmidt per le applicazioni di ingegneria strutturale. In questo documento viene presentata campagna di ricerca su larga scala svolta dal Laboratorio di Materiali da Costruzione dell'Università degli Studi di Genova, in Italia. Lo scopo dell’indagine è studiare i numerosi parametri che influenzano la prova come: contenuto di umidità, maturazione, stato di sollecitazione del provino e piccole disomogeneità locali. Grazie ai risultati ottenuti si è potuto constatare che, trascurare l’influenza di questi parametri, porta a variazioni fino al 70% nella stima della resistenza del calcestruzzo. Inoltre, le numerose indagini effettuate in situ, su edifici esistenti, hanno mostrato una grande dispersione dei dati, questo a sostegno del fatto che la prova sclerometrica non è in grado di dare una stima attendibile della resistenza del calcestruzzo, ma sembra utile unicamente come strumento per la valutazione grossolana dell’omogeneità del materiale

SCLEROMETRO: CALIBRAZIONE DI LABORATORIO E VERIFICA SUL CAMPO

BRENCICH, ANTONIO;CASSINI, GIANCARLO;PERA, DAVIDE;RIOTTO, GIUSEPPE
2013

Abstract

Una delle tecniche più diffuse per stimare la resistenza a compressione del calcestruzzo è la prova di durezza superficiale effettuata con lo sclerometro noto anche come Schmidt Hammer. I produttori, a dispetto di un gran numero di lavori scientifici volti alla calibrazione della prova ed all’identificazione dei parametri che ne influenzano i risultati, forniscono, insieme allo strumento, ancora oggi la curva originale di Schmidt per le applicazioni di ingegneria strutturale. In questo documento viene presentata campagna di ricerca su larga scala svolta dal Laboratorio di Materiali da Costruzione dell'Università degli Studi di Genova, in Italia. Lo scopo dell’indagine è studiare i numerosi parametri che influenzano la prova come: contenuto di umidità, maturazione, stato di sollecitazione del provino e piccole disomogeneità locali. Grazie ai risultati ottenuti si è potuto constatare che, trascurare l’influenza di questi parametri, porta a variazioni fino al 70% nella stima della resistenza del calcestruzzo. Inoltre, le numerose indagini effettuate in situ, su edifici esistenti, hanno mostrato una grande dispersione dei dati, questo a sostegno del fatto che la prova sclerometrica non è in grado di dare una stima attendibile della resistenza del calcestruzzo, ma sembra utile unicamente come strumento per la valutazione grossolana dell’omogeneità del materiale
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