Proposta di un nuovo modello di Semiotica del Teatro, basata sulla semiotica interpretativa, utilizzando spettacoli e ricerche dell'Odin Teatret e dell'antropologia teatrale, oltre a spettacoli di altri gruppi più o meno noti. Si formula una ipotesi di funzionamento della cooperazione interpretativa nel teatro, e si esaminano i limiti dell'interpretazione degli spettacoli. Si propone una spiegazione del funzionamento della ricezione dello spettatore teatrale in generale. Allo stesso tempo si segue la traccia della didattica universitaria di teatro e semitoica, narrando come sono stati presentati e utilizzati nei corsi di semiotica, seguendo l'interrogativo sul perchè le esperienze in condizione di presenza fisica (come il teatro) hanno maggiore valore e maggiore forza esperienziale rispetto a quelle in assenza di presenza fisica (come quelle mediatiche-elettroniche). Si formula una prima risposta, anche in seguito alla riflessione nei corsi con gli studenti. Si propone inoltre una spiegazione del funzionamento della "creazione di senso imprevisto" nelle interpretazioni dei fruitori (in questo caso del teatro).

"Teatro e semiotica in Università", in "Culture Parallele. Esperienze interdisciplinari di ricerca", n.IX-X (2012-13), pp.135-147.

PELLEREY, ROBERTO
2013

Abstract

Proposta di un nuovo modello di Semiotica del Teatro, basata sulla semiotica interpretativa, utilizzando spettacoli e ricerche dell'Odin Teatret e dell'antropologia teatrale, oltre a spettacoli di altri gruppi più o meno noti. Si formula una ipotesi di funzionamento della cooperazione interpretativa nel teatro, e si esaminano i limiti dell'interpretazione degli spettacoli. Si propone una spiegazione del funzionamento della ricezione dello spettatore teatrale in generale. Allo stesso tempo si segue la traccia della didattica universitaria di teatro e semitoica, narrando come sono stati presentati e utilizzati nei corsi di semiotica, seguendo l'interrogativo sul perchè le esperienze in condizione di presenza fisica (come il teatro) hanno maggiore valore e maggiore forza esperienziale rispetto a quelle in assenza di presenza fisica (come quelle mediatiche-elettroniche). Si formula una prima risposta, anche in seguito alla riflessione nei corsi con gli studenti. Si propone inoltre una spiegazione del funzionamento della "creazione di senso imprevisto" nelle interpretazioni dei fruitori (in questo caso del teatro).
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