Il Romanzo di Alessandro - il testo più tradotto, dopo i Vangeli, in epoca medievale - raccoglie materiali narrativi eterogenei, spesso di carattere meraviglioso, riferiti al grande macedone. La vicenda dell’ascesa al cielo del sovrano è l’episodio che conosce maggiore fortuna nelle arti figurative. In ambito bizantino la ricezione del tema è univocamente positiva, mentre in Occidente la percezione della figura di Alessandro è più varia (con connotazioni anche fortemente negative) e le ragioni sottese alla raffigurazione del volo del Macedone di più difficile interpretazione, come mostra la divergenza di opinioni che emerge dagli studi sull’argomento. Dopo aver preso in esame una serie di opere significative recanti l’illustrazione di questo soggetto, alcune di grande importanza come il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto (XII secolo), il saggio si conclude con l’analisi del momento forse più alto della fortuna del tema, che segna nel contempo anche l’inizio della sua fine: la rappresentazione del volo di Alessandro in un prezioso arazzo borgognone del Quattrocento, oggi conservato nel Palazzo del Principe a Genova.

Il volo di Alessandro

STAGNO, LAURA
In corso di stampa

Abstract

Il Romanzo di Alessandro - il testo più tradotto, dopo i Vangeli, in epoca medievale - raccoglie materiali narrativi eterogenei, spesso di carattere meraviglioso, riferiti al grande macedone. La vicenda dell’ascesa al cielo del sovrano è l’episodio che conosce maggiore fortuna nelle arti figurative. In ambito bizantino la ricezione del tema è univocamente positiva, mentre in Occidente la percezione della figura di Alessandro è più varia (con connotazioni anche fortemente negative) e le ragioni sottese alla raffigurazione del volo del Macedone di più difficile interpretazione, come mostra la divergenza di opinioni che emerge dagli studi sull’argomento. Dopo aver preso in esame una serie di opere significative recanti l’illustrazione di questo soggetto, alcune di grande importanza come il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto (XII secolo), il saggio si conclude con l’analisi del momento forse più alto della fortuna del tema, che segna nel contempo anche l’inizio della sua fine: la rappresentazione del volo di Alessandro in un prezioso arazzo borgognone del Quattrocento, oggi conservato nel Palazzo del Principe a Genova.
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