Nell’epoca covid il diritto canonico, nella sua millenaria esperienza, presenta come attuali diverse ipotesi di elasticità normativa connessa alla potenziale adattabilità di certe regole a fattispecie emergenziali, perché le regole disposte a causa della pandemia si basano su un solido fondamento derogatorio delle norme ordinarie, espressivo dell’aequitas canonica. Il “diritto liturgico d’emergenza” non va inteso come una mera applicazione da parte della Chiesa delle indicazioni provenienti dallo Stato in quanto, sebbene in maniera opinabile, la Conferenza episcopale ha deciso di subordinare le celebrazioni liturgiche collettive all’esigenza di prevenire il contagio. A questo scopo, ha disposto alcuni accorgimenti di carattere logistico e veri e propri adattamenti liturgici, L’emergenza pandemica ci ha consegnato il web come nuovo spazio liturgico: la vita di culto si è trasferita dai territori fisici ai luoghi virtuali e multimediali. Questo fenomeno non sembra arrestarsi e apre la possibilità a future comunità parrocchiali ibride. Si tratta di sfide che andranno adeguatamente affrontate, affinché si realizzi una maggiore inclusività nel supporto, nella prossimità, nella vicinanza e nell’accompagnamento dei fedeli in una società sempre più multietnica, multiculturale, pluriconfessionale e “digitalizzata”.

IL DIRITTO LITURGICO ALLA PROVA DELL’EMERGENZA PANDEMICA

Daniela Tarantino
2021-01-01

Abstract

Nell’epoca covid il diritto canonico, nella sua millenaria esperienza, presenta come attuali diverse ipotesi di elasticità normativa connessa alla potenziale adattabilità di certe regole a fattispecie emergenziali, perché le regole disposte a causa della pandemia si basano su un solido fondamento derogatorio delle norme ordinarie, espressivo dell’aequitas canonica. Il “diritto liturgico d’emergenza” non va inteso come una mera applicazione da parte della Chiesa delle indicazioni provenienti dallo Stato in quanto, sebbene in maniera opinabile, la Conferenza episcopale ha deciso di subordinare le celebrazioni liturgiche collettive all’esigenza di prevenire il contagio. A questo scopo, ha disposto alcuni accorgimenti di carattere logistico e veri e propri adattamenti liturgici, L’emergenza pandemica ci ha consegnato il web come nuovo spazio liturgico: la vita di culto si è trasferita dai territori fisici ai luoghi virtuali e multimediali. Questo fenomeno non sembra arrestarsi e apre la possibilità a future comunità parrocchiali ibride. Si tratta di sfide che andranno adeguatamente affrontate, affinché si realizzi una maggiore inclusività nel supporto, nella prossimità, nella vicinanza e nell’accompagnamento dei fedeli in una società sempre più multietnica, multiculturale, pluriconfessionale e “digitalizzata”.
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