Il diritto europeo non prevede la gestione coordinata delle frontiere esterne e interne degli Stati sotto la direzione dell’Unione europea in caso di emergenze sanitarie. L’art. 168 TFUE prevede però espressamente il ricorso al soft law per tutelare la salute pubblica a livello sovranazionale: grazie ad esso le istituzioni europee hanno provveduto a coordinare le limitazioni alla libertà di circolazione interna e di ingresso nell’Unione europea poste dagli Stati membri. L’A. osserva come il Covid-19 chiama gli Stati a riflettere sull’eventualità di implementare le norme sulla gestione delle frontiere in caso di minacce alla salute pubblica di carattere transnazionale. L’articolo si concentra poi sulle misure di gestione dei confini adottate in Italia rilevando come, in generale, i cittadini di Stati terzi privi di pre-esistenti legami giuridici con l’Unione europea siano stati oggetto di misure più severe rispetto ai cittadini europei e agli altri stranieri residenti nell’Unione. L’A. si sofferma quindi sul decreto interministeriale n. 150/2020 e sulla questione delle c.d. navi da quarantena, approfondendo anche l’aspetto dei ricorsi collettivi in caso di discriminazioni in base alla nazionalità. In conclusione si evidenzia come il d.l. n. 130/2020, approvato in tempi di Covid-19, si ponga in controtendenza rispetto all’approccio fortemente restrittivo all’immigrazione portato avanti negli ultimi anni. European law does not provide for the coordinated management of the States’ external and internal borders under the direction of the European Union in the event of health emergencies. However, art. 168 TFEU expressly provides for the use of soft law in case of cross-border threats to public health. According to it, European Institutions have coordinated the restrictions on freedom of movement and entry into the European Union applied by Member States. The A. observes how Covid-19 calls on States to reflect on the possibility of implementing border management rules in the event of future cross-border threats to public health. The article then focuses on the border management measures adopted in Italy, observing that, in general, third-country nationals without pre-existing legal ties with the European Union have been subject to stricter measures than European citizens and the other foreigners residing in the EU. The A. also focuses on interministerial decree no. 150/2020 and on the so-called “quarantine vessels”, also deepening the aspect of collective appeals in case of discrimination on the basis of nationality. In conclusion, the article highlights that decree law n. 130/2020, approved in times of Covid-19, goes against the strongly restrictive approach to immigration carried out in more recent years.

Controllo delle frontiere italiane e immigrazione nell’emergenza sanitaria Covid-19: tra soft law dell’Unione europea misure nazionali

A. PITINO
2021

Abstract

Il diritto europeo non prevede la gestione coordinata delle frontiere esterne e interne degli Stati sotto la direzione dell’Unione europea in caso di emergenze sanitarie. L’art. 168 TFUE prevede però espressamente il ricorso al soft law per tutelare la salute pubblica a livello sovranazionale: grazie ad esso le istituzioni europee hanno provveduto a coordinare le limitazioni alla libertà di circolazione interna e di ingresso nell’Unione europea poste dagli Stati membri. L’A. osserva come il Covid-19 chiama gli Stati a riflettere sull’eventualità di implementare le norme sulla gestione delle frontiere in caso di minacce alla salute pubblica di carattere transnazionale. L’articolo si concentra poi sulle misure di gestione dei confini adottate in Italia rilevando come, in generale, i cittadini di Stati terzi privi di pre-esistenti legami giuridici con l’Unione europea siano stati oggetto di misure più severe rispetto ai cittadini europei e agli altri stranieri residenti nell’Unione. L’A. si sofferma quindi sul decreto interministeriale n. 150/2020 e sulla questione delle c.d. navi da quarantena, approfondendo anche l’aspetto dei ricorsi collettivi in caso di discriminazioni in base alla nazionalità. In conclusione si evidenzia come il d.l. n. 130/2020, approvato in tempi di Covid-19, si ponga in controtendenza rispetto all’approccio fortemente restrittivo all’immigrazione portato avanti negli ultimi anni. European law does not provide for the coordinated management of the States’ external and internal borders under the direction of the European Union in the event of health emergencies. However, art. 168 TFEU expressly provides for the use of soft law in case of cross-border threats to public health. According to it, European Institutions have coordinated the restrictions on freedom of movement and entry into the European Union applied by Member States. The A. observes how Covid-19 calls on States to reflect on the possibility of implementing border management rules in the event of future cross-border threats to public health. The article then focuses on the border management measures adopted in Italy, observing that, in general, third-country nationals without pre-existing legal ties with the European Union have been subject to stricter measures than European citizens and the other foreigners residing in the EU. The A. also focuses on interministerial decree no. 150/2020 and on the so-called “quarantine vessels”, also deepening the aspect of collective appeals in case of discrimination on the basis of nationality. In conclusion, the article highlights that decree law n. 130/2020, approved in times of Covid-19, goes against the strongly restrictive approach to immigration carried out in more recent years.
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