Spartaco di Giovagnoli (Roma 1873) continuò fino agli anni Venti del Novecento a trovare numerosissimi lettori ed estimatori in Italia, traduzioni diffuse in tutte il mondo, ma una eco davvero modesta nel contesto accademico. Nel secondo dopoguerra ebbe ancora una breve ed effimera visibilità, legata soprattutto alla diffusione dei Quaderni gramsciani, quando, per l’ultima volta fu ripubblicato in volume, ma anche edito a puntate, e «tradotto in italiano moderno» sulla rivista “Vie Nuove”; ma mentre la memoria del romanzo rapidamente svaniva in Italia, la sua importanza (e anche la sua straordinaria vitalità editoriale) lo hanno trasformato in una delle opere della letteratura occidentale più conosciute e apprezzate nel secondo Novecento nei paesi del blocco sovietico e in Cina.

Da Garibaldi a Gramsci, da “Vie Nuove” verso l’Oriente: metamorfosi di un misconosciuto best seller

duccio tongiorgi
2020

Abstract

Spartaco di Giovagnoli (Roma 1873) continuò fino agli anni Venti del Novecento a trovare numerosissimi lettori ed estimatori in Italia, traduzioni diffuse in tutte il mondo, ma una eco davvero modesta nel contesto accademico. Nel secondo dopoguerra ebbe ancora una breve ed effimera visibilità, legata soprattutto alla diffusione dei Quaderni gramsciani, quando, per l’ultima volta fu ripubblicato in volume, ma anche edito a puntate, e «tradotto in italiano moderno» sulla rivista “Vie Nuove”; ma mentre la memoria del romanzo rapidamente svaniva in Italia, la sua importanza (e anche la sua straordinaria vitalità editoriale) lo hanno trasformato in una delle opere della letteratura occidentale più conosciute e apprezzate nel secondo Novecento nei paesi del blocco sovietico e in Cina.
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