In the XVII century, when one of the naval culture development center was focused mainly in the Mediterranean area, disciplines such as geometry, mathematics, static and hydrodynamics had not yet been studied and early naval architecture treatises were still influenced by empirical and descriptive knowledge typical of an oral rather than a scientific tradition. Precisely in this context that, in 1626, Joseph Furttenbach (1591 - 1667) published Architectura Navalis in Ulm. In his treatise he provides a summary of technical descriptions and a detailed account of the construction of sailing boats, according to the Italian way of building, based on direct observation of shipyards. Furttenbach relies on geometric drawings and a metric system of proportions to describe these techniques. Exactly for this reason, the Architectura Navalis is considered one of the first shipbuilding treaties, and it has been used as a model for many authors of the seventeenth and early eighteenth century.

Nel Seicento, quando il centro dello sviluppo della cultura navale era incentrato prevalentemente nel Mediterraneo, non erano ancora state poste le basi di discipline quali geometria, matematica, statica e idrodinamica e i primi trattati di architettura navale risentivano ancora di quelle conoscenze empiriche e descrittive proprie di una tradizione orale piuttosto che scientifica. Eʼ proprio in questo periodo, nel 1629, che Joseph Furttenbach (1591 - 1667) pubblica a Ulm la Architectura NavalsiI. Nel suo trattato fornisce un compendio di descrizioni tecniche e un resoconto dettagliato della costruzione di imbarcazioni a vela, secondo il modo italiano di costruire, basandosi sullʼosservazione diretta nei cantieri. Furttenbach si affida al disegno geometrico e a un sistema metrico di proporzioni per descrivere queste tecniche. Proprio per questo motivo, l’Architectura Navalis è considerato uno dei primi trattati di costruzione navale ed è servito da modello per molti autori del XVII e dell'inizio del XVIII secolo.

AT THE ORIGINS OF SHIPBUILDING TREATISES: JOSEPH FURTTENBACH AND THE ARCHITECTURA NAVALIS

Massimo Corradi;Claudia Tacchella
2018

Abstract

Nel Seicento, quando il centro dello sviluppo della cultura navale era incentrato prevalentemente nel Mediterraneo, non erano ancora state poste le basi di discipline quali geometria, matematica, statica e idrodinamica e i primi trattati di architettura navale risentivano ancora di quelle conoscenze empiriche e descrittive proprie di una tradizione orale piuttosto che scientifica. Eʼ proprio in questo periodo, nel 1629, che Joseph Furttenbach (1591 - 1667) pubblica a Ulm la Architectura NavalsiI. Nel suo trattato fornisce un compendio di descrizioni tecniche e un resoconto dettagliato della costruzione di imbarcazioni a vela, secondo il modo italiano di costruire, basandosi sullʼosservazione diretta nei cantieri. Furttenbach si affida al disegno geometrico e a un sistema metrico di proporzioni per descrivere queste tecniche. Proprio per questo motivo, l’Architectura Navalis è considerato uno dei primi trattati di costruzione navale ed è servito da modello per molti autori del XVII e dell'inizio del XVIII secolo.
In the XVII century, when one of the naval culture development center was focused mainly in the Mediterranean area, disciplines such as geometry, mathematics, static and hydrodynamics had not yet been studied and early naval architecture treatises were still influenced by empirical and descriptive knowledge typical of an oral rather than a scientific tradition. Precisely in this context that, in 1626, Joseph Furttenbach (1591 - 1667) published Architectura Navalis in Ulm. In his treatise he provides a summary of technical descriptions and a detailed account of the construction of sailing boats, according to the Italian way of building, based on direct observation of shipyards. Furttenbach relies on geometric drawings and a metric system of proportions to describe these techniques. Exactly for this reason, the Architectura Navalis is considered one of the first shipbuilding treaties, and it has been used as a model for many authors of the seventeenth and early eighteenth century.
978-1-909024-85-4
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