Il saggio si fonda su di una riconsiderazione storico-critica delle fonti che è stata condotta alla luce di un percorso ermeneutico oggettivo, ossia spogliato dai pregiudizi e dai settarismi propri del filologismo ottocentesco, che hanno condizionato la quasi totalità della storiografia del XX secolo, compresa la monografia di J. Pieper (1997). Detta traccia interpretativa è collegata alla dimensione "integrale" (J. Maritain) della cultura umanistica di ispirazione cristiana, con particolare riferimento alle opere teologiche di Nicola Cusano. Da ciò deriva, in primo luogo il superamento della scissione tra il laico Enea Silvio Piccolomini e il papa Pio II. Pertanto, il progetto urbanistico di Pienza è stato analizzato nella sua complessità di interdipendenza tra fattori estrinseci (ecclesiali, ecclesiastici, ecclesiologici, teologici, liturgici e devozionali, familistici, culturali) e intrinseci (progettazione alle diverse scale di intervento, in termini sia compositivi sia tecnologici), mettendone in luce la particolare dimensione concettuale e creativa offerta dalla fattiva collaborazione tra committente e progettista-costruttore, la cui dimensione risulta sostanzialmente autonoma rispetto a un condizionante rapporto con le teorie di Leon Battista Alberti.

Premesse a Pienza, Architettura e umanesimo integrale

Marco Spesso
2018

Abstract

Il saggio si fonda su di una riconsiderazione storico-critica delle fonti che è stata condotta alla luce di un percorso ermeneutico oggettivo, ossia spogliato dai pregiudizi e dai settarismi propri del filologismo ottocentesco, che hanno condizionato la quasi totalità della storiografia del XX secolo, compresa la monografia di J. Pieper (1997). Detta traccia interpretativa è collegata alla dimensione "integrale" (J. Maritain) della cultura umanistica di ispirazione cristiana, con particolare riferimento alle opere teologiche di Nicola Cusano. Da ciò deriva, in primo luogo il superamento della scissione tra il laico Enea Silvio Piccolomini e il papa Pio II. Pertanto, il progetto urbanistico di Pienza è stato analizzato nella sua complessità di interdipendenza tra fattori estrinseci (ecclesiali, ecclesiastici, ecclesiologici, teologici, liturgici e devozionali, familistici, culturali) e intrinseci (progettazione alle diverse scale di intervento, in termini sia compositivi sia tecnologici), mettendone in luce la particolare dimensione concettuale e creativa offerta dalla fattiva collaborazione tra committente e progettista-costruttore, la cui dimensione risulta sostanzialmente autonoma rispetto a un condizionante rapporto con le teorie di Leon Battista Alberti.
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