La valutazione della risposta sismica di un’appendice non strutturale o di una porzione strutturaleposti in quota o sommità rispetto alla struttura principale ètradizionalmente affrontata seguendo due approcci: i) il “Floor response spectrum approach”, che si basa sull’ipotesi di poter trascurare l’interazione dinamica tra i due sistemi ed opera per sottostrutture; ii) il “Combined Primary-Secondary system approach”, che studia il sistema nel suo complesso includendo esplicitamente gli effetti di accoppiamento. Nell’ambito del primo approccio, il problema si riduce alla corretta definizione dello spettro di piano, per il qualenumerose formulazioni analitiche semplificate sono proposte in letteratura ed adottate nelle normative nazionali ed internazionali. Tali espressioni includono tuttavia in alcuni casi la dipendenza da un numero molto limitato di parametri, non sufficiente a cogliere tutti gli aspetti fisici che possono influenzare il fenomeno di interazione. In questo contesto, l’articolo si pone due obiettivi: i) la verifica dell’attendibilità e la definizione dei campi di applicabilità delle tradizionali procedure per sottostrutture; ii) il confronto tra alcune formulazioni proposte in letteratura per gli spettri di piano e la proposta di un aggiornamento di quella proposta in Lagomarsino 2015(e da cui deriva la formulazione NTC-08), che si è dimostrata dal confronto quella più affidabile.

Proposta di un aggiornamento della formulazione NTC-08 per gli spettri di piano e sua applicabilità nella verifica dei meccanismi locali

Stefania Degli Abbati;Serena Cattari;Sergio Lagomarsino
2015

Abstract

La valutazione della risposta sismica di un’appendice non strutturale o di una porzione strutturaleposti in quota o sommità rispetto alla struttura principale ètradizionalmente affrontata seguendo due approcci: i) il “Floor response spectrum approach”, che si basa sull’ipotesi di poter trascurare l’interazione dinamica tra i due sistemi ed opera per sottostrutture; ii) il “Combined Primary-Secondary system approach”, che studia il sistema nel suo complesso includendo esplicitamente gli effetti di accoppiamento. Nell’ambito del primo approccio, il problema si riduce alla corretta definizione dello spettro di piano, per il qualenumerose formulazioni analitiche semplificate sono proposte in letteratura ed adottate nelle normative nazionali ed internazionali. Tali espressioni includono tuttavia in alcuni casi la dipendenza da un numero molto limitato di parametri, non sufficiente a cogliere tutti gli aspetti fisici che possono influenzare il fenomeno di interazione. In questo contesto, l’articolo si pone due obiettivi: i) la verifica dell’attendibilità e la definizione dei campi di applicabilità delle tradizionali procedure per sottostrutture; ii) il confronto tra alcune formulazioni proposte in letteratura per gli spettri di piano e la proposta di un aggiornamento di quella proposta in Lagomarsino 2015(e da cui deriva la formulazione NTC-08), che si è dimostrata dal confronto quella più affidabile.
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