Da alcuni anni i Musei Marittimi lavorano sui temi del ‘paesaggio’, ma in particolare nel 2016, anno da ICOM-International Council of Museums dedicato ai ‘Musei e ai paesaggi culturali’ e alle ‘landscape communities’, il 22° Forum dell’AMMM-Associazione dei Musei Marittimi del Mediterraneo, tenutosi al Galata Museo del Mare di Genova, capofila della rete, è stato dedicato ai ‘paesaggi culturali del mare’ e alle ‘seascape communities’. I temi del dialogo tra Paesi e Culture e del ‘mare che unisce’, l’innovazione museale, con l’uso appropriato delle nuove tecnologie, le reti e network tra realtà museali e soggetti pubblici e privati, anche attraverso la raccolta di Buone Pratiche legate ai valori della Carta del Mare, sono parte integrante della loro mission: la responsabilità sociale. In questo Convegno Internazionale che ogni due anni si rinnova ed arricchisce di contenuti, si è voluto inserire a pieno titolo anche una sessione dedicata a “Musei, Biblioteche e Cultura nautico marittima nell’era del digitale”, ben accogliendo le novità che tali soggetti stanno apportando nel panorama scientifico e tecnologico del nostro Paese e nelle loro comunità di riferimento. Gli interventi che si susseguono nella Sessione sono rappresentativi di queste realtà e coniugano non solo musei con archivi e biblioteche, diverse tipologie di musei da quelli pubblici Statali o di enti Locali, a quelli militari o privati, ma anche i soggetti e le professionalità che li rendono vivi e che si occupano della tutela e conservazione, contestualmente alla valorizzazione di documenti e allestimenti, utilizzando le nuove tecnologie per renderli più accessibili, fruibili, godibili, con un uso sempre più coinvolgente del digital storytelling e delle sorprendenti ricostruzioni in 3D. La Sessione e i contributi che la popolano rafforzano l’idea che la cultura nautico marittima sia parte integrante di un patrimonio collettivo da valorizzare e diffondere, un patrimonio capace di contribuire in modo sensibile alla caratterizzazione del territorio di appartenenza definendone il paesaggio, le usanze, i manufatti e le attività immateriali legate alla produzione, alla manutenzione e all’esercizio degli artefatti che la cultura nautica ha saputo, di volta in volta, produrre nel tempo. Altresì dimostrano come le più recenti tecnologie nel campo della raccolta e della diffusione dei dati, tanto materiali quanto immateriali, costituiscano un mezzo utile e necessario per perseguire la divulgazione su vasta scala di tale patrimonio al fine di renderlo sempre più riconoscibile e condivisibile. Il patrimonio nautico-marittimo, infatti, nonostante l’innegabile valore che lo contraddistingue risente, ancora oggi, di una ‘scarsa conoscenza’ che si manifesta su due diversi livelli: quello scientifico da un lato e quello socio-collettivo dall’altro. L’uno popolato da studiosi ed esperti di settore che comunemente concordano sulla necessità di mettere a sistema e censire il patrimonio stesso al fine di definirne la reale entità, operazione che, necessariamente, precede qualsiasi processo di valorizzazione, recupero e tutela; l’altro caratterizzato dal tessuto sociale che, a fronte di un lento processo di sensibilizzazione tutt’altro che consolidato o concluso, possa alimentare interesse e curiosità per l’argomento contribuendo al consolidamento del binomio ‘cultura’ e ‘nautica’. Gli spunti presentati dagli studiosi presenti alla sessione fanno presagire che tutto ciò sia, non certo facile, ma necessario e possibile al fine di non perdere le tracce delle nostre tradizioni nautico-marittime. (Introduzione alla Sessione Musei, biblioteche e cultura nautico marittima nell’era del digitale, 3965 battute spazi inclusi)

Premessa a Musei, biblioteche e cultura nautico marittima nell’era del digitale

Maria Carola Morozzo della Rocca e. , di Bianzè;Maria Paola Profumo
2017

Abstract

Da alcuni anni i Musei Marittimi lavorano sui temi del ‘paesaggio’, ma in particolare nel 2016, anno da ICOM-International Council of Museums dedicato ai ‘Musei e ai paesaggi culturali’ e alle ‘landscape communities’, il 22° Forum dell’AMMM-Associazione dei Musei Marittimi del Mediterraneo, tenutosi al Galata Museo del Mare di Genova, capofila della rete, è stato dedicato ai ‘paesaggi culturali del mare’ e alle ‘seascape communities’. I temi del dialogo tra Paesi e Culture e del ‘mare che unisce’, l’innovazione museale, con l’uso appropriato delle nuove tecnologie, le reti e network tra realtà museali e soggetti pubblici e privati, anche attraverso la raccolta di Buone Pratiche legate ai valori della Carta del Mare, sono parte integrante della loro mission: la responsabilità sociale. In questo Convegno Internazionale che ogni due anni si rinnova ed arricchisce di contenuti, si è voluto inserire a pieno titolo anche una sessione dedicata a “Musei, Biblioteche e Cultura nautico marittima nell’era del digitale”, ben accogliendo le novità che tali soggetti stanno apportando nel panorama scientifico e tecnologico del nostro Paese e nelle loro comunità di riferimento. Gli interventi che si susseguono nella Sessione sono rappresentativi di queste realtà e coniugano non solo musei con archivi e biblioteche, diverse tipologie di musei da quelli pubblici Statali o di enti Locali, a quelli militari o privati, ma anche i soggetti e le professionalità che li rendono vivi e che si occupano della tutela e conservazione, contestualmente alla valorizzazione di documenti e allestimenti, utilizzando le nuove tecnologie per renderli più accessibili, fruibili, godibili, con un uso sempre più coinvolgente del digital storytelling e delle sorprendenti ricostruzioni in 3D. La Sessione e i contributi che la popolano rafforzano l’idea che la cultura nautico marittima sia parte integrante di un patrimonio collettivo da valorizzare e diffondere, un patrimonio capace di contribuire in modo sensibile alla caratterizzazione del territorio di appartenenza definendone il paesaggio, le usanze, i manufatti e le attività immateriali legate alla produzione, alla manutenzione e all’esercizio degli artefatti che la cultura nautica ha saputo, di volta in volta, produrre nel tempo. Altresì dimostrano come le più recenti tecnologie nel campo della raccolta e della diffusione dei dati, tanto materiali quanto immateriali, costituiscano un mezzo utile e necessario per perseguire la divulgazione su vasta scala di tale patrimonio al fine di renderlo sempre più riconoscibile e condivisibile. Il patrimonio nautico-marittimo, infatti, nonostante l’innegabile valore che lo contraddistingue risente, ancora oggi, di una ‘scarsa conoscenza’ che si manifesta su due diversi livelli: quello scientifico da un lato e quello socio-collettivo dall’altro. L’uno popolato da studiosi ed esperti di settore che comunemente concordano sulla necessità di mettere a sistema e censire il patrimonio stesso al fine di definirne la reale entità, operazione che, necessariamente, precede qualsiasi processo di valorizzazione, recupero e tutela; l’altro caratterizzato dal tessuto sociale che, a fronte di un lento processo di sensibilizzazione tutt’altro che consolidato o concluso, possa alimentare interesse e curiosità per l’argomento contribuendo al consolidamento del binomio ‘cultura’ e ‘nautica’. Gli spunti presentati dagli studiosi presenti alla sessione fanno presagire che tutto ciò sia, non certo facile, ma necessario e possibile al fine di non perdere le tracce delle nostre tradizioni nautico-marittime. (Introduzione alla Sessione Musei, biblioteche e cultura nautico marittima nell’era del digitale, 3965 battute spazi inclusi)
9788867979042
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