In Liguria il ‘federalismo demaniale’ ha portato alla progressiva alienazione di beni statali appartenenti al demanio militare, tra i quali parte del patrimonio di fortificazioni che il Regno sabaudo realizzò, trasformando e integrando il sistema difensivo progettato dagli ingegneri francesi nel XVIII secolo. Due casi studio, la Torre di Quezzi a Genova e l’ex-deposito di artiglieria M.Ar.Di.Chi a La Spezia, mettono a confronto esperienze diverse. Nel caso della torre, esempio ancora integro di torre circolare isolata sulle alture di Genova, gli studi preliminari hanno rivelato la fragilità e la complessità del manufatto da tempo abbandonato. Per l’impossibilità di destinare la torre a nuovi usi, il progetto ha previsto di restituire ai cittadini il completo godimento del bene, senza sconvolgere volumetrie e ambienti ma offrendo la possibilità di comprendere e apprezzare lo spazio così come era stato concepito. La museificazione del bene costituisce però una risposta parziale al problema della riqualificazione dei siti demaniali dismessi, ponendo il problema di una concreta possibilità di riuso compatibile di strutture militari e paramilitari. Il caso dell’ex-deposito di artiglieria M.Ar.Di.Chi a La Spezia presenta la possibilità di riutilizzare l’edificio per scopi militari. L’area costituisce una cerniera tra l’Arsenale e la città presentando caratteristiche che potrebbero renderla compatibile con la funzione di cittadella giudiziaria. La proposta si fonda sulla conservazione e il recupero funzionale dell’interessante costruzione a pianta basilicale e dei vicini edifici.

Patrimonio architettonico militare. Percorsi progettuali possibili tra conservazione integrale e nuovo uso militare

Rita Vecchiattini
2017

Abstract

In Liguria il ‘federalismo demaniale’ ha portato alla progressiva alienazione di beni statali appartenenti al demanio militare, tra i quali parte del patrimonio di fortificazioni che il Regno sabaudo realizzò, trasformando e integrando il sistema difensivo progettato dagli ingegneri francesi nel XVIII secolo. Due casi studio, la Torre di Quezzi a Genova e l’ex-deposito di artiglieria M.Ar.Di.Chi a La Spezia, mettono a confronto esperienze diverse. Nel caso della torre, esempio ancora integro di torre circolare isolata sulle alture di Genova, gli studi preliminari hanno rivelato la fragilità e la complessità del manufatto da tempo abbandonato. Per l’impossibilità di destinare la torre a nuovi usi, il progetto ha previsto di restituire ai cittadini il completo godimento del bene, senza sconvolgere volumetrie e ambienti ma offrendo la possibilità di comprendere e apprezzare lo spazio così come era stato concepito. La museificazione del bene costituisce però una risposta parziale al problema della riqualificazione dei siti demaniali dismessi, ponendo il problema di una concreta possibilità di riuso compatibile di strutture militari e paramilitari. Il caso dell’ex-deposito di artiglieria M.Ar.Di.Chi a La Spezia presenta la possibilità di riutilizzare l’edificio per scopi militari. L’area costituisce una cerniera tra l’Arsenale e la città presentando caratteristiche che potrebbero renderla compatibile con la funzione di cittadella giudiziaria. La proposta si fonda sulla conservazione e il recupero funzionale dell’interessante costruzione a pianta basilicale e dei vicini edifici.
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