The essay examines the relationship with the iconography of the thirteenth book of Martial's Epigrams, which goes by the name of Xenia. This collection of very short epigrammatic tickets, having the regular size of a couplet, is entirely dedicated to synthetic descriptions or definitions of foods, according to modalities that refer - albeit in a manner that brevity makes schematically essential - to the tradition of the ekphrastic epigram: and indeed also the ancient rhetorical doctrine about ekphrasis appears profoundly influenced by terms and concepts that come in particular from the tradition of painting, ekphrastic art by definition. But the very conception of this monographic libellus (which inaugurates a sort of epigrammatic sub-genre that Martial will also continue with the descriptions of objects in the Apophoreta, even more evidently ekphrastic for the presence of an entire small series dedicated to works of art, in the most classical tradition of this epigrammatic typology) may have been influenced even more closely by the iconography, if we consider that at the age of Martial the appellative of xenia was also the term which technically defined a precise genre or iconographic sub-genre, that of paintings of still life: as evidenced by an important passage by Vitruvius, confirmed in turn by two complex ekphraseis of still life paintings (in fact, of xenia, as the title states) in the Imagines of Philostratus. The fact that the appellative 'xenia' was capable of indicating and evoking, in addition to concrete welcoming gifts, also a precise, compact and widespread pictorial genre, can therefore have influenced the decision of Martial to gather this kind of epigrams in book form, giving life to a compact epigrammatic sub-genre that represents the perfect literary equivalent of iconographic xenia. The examination of the pictorial tradition of still life also makes it possible to trace a whole series of functional and structural parallels between the literary xenia and this pictorial genre.

Il saggio prende in esame i rapporti con l’iconografia del tredicesimo libro degli Epigrammi di Marziale che va sotto il nome di Xenia. Questa raccolta di brevissimi biglietti epigrammatici dalla regolare misura di un distico è tutta dedicata a sintetiche descrizioni o definizioni di cibi, secondo modalità che si rifanno – sia pure in maniera che la brevità rende schematicamente essenziale – alla tradizione dell’epigramma ecfrastico: e in effetti anche la dottrina retorica antica intorno all’ekphrasis appare all’analisi profondamente materiata di termini e concetti che provengono in particolare dalla tradizione della pittura, arte ecfrastica per definizione. Ma la concezione stessa di tale libellus monografico (che inaugura una sorta di sottogenere epigrammatico che Marziale continuerà anche con le descrizioni di oggetti negli Apophoreta, ancor più evidentemente ecfrastiche per la presenza di un’intera piccola serie dedicata alle opere d’arte nella più classica tradizione di questa tipologia epigrammatica) potrebbe essere stata influenzata ancora più da vicino dall’iconografia, se si pensa che all’età di Marziale l’appellativo di xenia era anche il termine con cui si definiva tecnicamente un preciso genere o sottogenere iconografico, quello delle pitture che noi diciamo di natura morta: come dimostra un importante passo di Vitruvio, confermato a sua volta da ben due complesse ekphraseis di quadri di nature morte (appunto, di xenia, come recita il titolo) nelle Imagines di Filostrato Maggiore. Il fatto che l’appellativo ‘xenia’ fosse capace di indicare ed evocare, oltre ai concreti doni ospitali, anche un preciso, compatto e diffusissimo genere pittorico, può dunque avere influito sulla decisione di Marziale (al di là della loro originaria funzione ‘d’occasione’) di riunire in forma di libro questo genere di epigrammi, dando vita a un compatto sottogenere epigrammatico che rappresenta il perfetto equivalente letterario degli xenia iconografici. L’esame della tradizione pittorica della natura morta permette inoltre di rintracciare tutta una serie di parallelismi funzionali e strutturali fra gli xenia letterari e questo genere pittorico.

Xenia e Apophoreta di Marziale fra ekphrasis retorica e tradizione iconografica della ‘natura morta’

MORETTI, GABRIELLA
2010

Abstract

Il saggio prende in esame i rapporti con l’iconografia del tredicesimo libro degli Epigrammi di Marziale che va sotto il nome di Xenia. Questa raccolta di brevissimi biglietti epigrammatici dalla regolare misura di un distico è tutta dedicata a sintetiche descrizioni o definizioni di cibi, secondo modalità che si rifanno – sia pure in maniera che la brevità rende schematicamente essenziale – alla tradizione dell’epigramma ecfrastico: e in effetti anche la dottrina retorica antica intorno all’ekphrasis appare all’analisi profondamente materiata di termini e concetti che provengono in particolare dalla tradizione della pittura, arte ecfrastica per definizione. Ma la concezione stessa di tale libellus monografico (che inaugura una sorta di sottogenere epigrammatico che Marziale continuerà anche con le descrizioni di oggetti negli Apophoreta, ancor più evidentemente ecfrastiche per la presenza di un’intera piccola serie dedicata alle opere d’arte nella più classica tradizione di questa tipologia epigrammatica) potrebbe essere stata influenzata ancora più da vicino dall’iconografia, se si pensa che all’età di Marziale l’appellativo di xenia era anche il termine con cui si definiva tecnicamente un preciso genere o sottogenere iconografico, quello delle pitture che noi diciamo di natura morta: come dimostra un importante passo di Vitruvio, confermato a sua volta da ben due complesse ekphraseis di quadri di nature morte (appunto, di xenia, come recita il titolo) nelle Imagines di Filostrato Maggiore. Il fatto che l’appellativo ‘xenia’ fosse capace di indicare ed evocare, oltre ai concreti doni ospitali, anche un preciso, compatto e diffusissimo genere pittorico, può dunque avere influito sulla decisione di Marziale (al di là della loro originaria funzione ‘d’occasione’) di riunire in forma di libro questo genere di epigrammi, dando vita a un compatto sottogenere epigrammatico che rappresenta il perfetto equivalente letterario degli xenia iconografici. L’esame della tradizione pittorica della natura morta permette inoltre di rintracciare tutta una serie di parallelismi funzionali e strutturali fra gli xenia letterari e questo genere pittorico.
The essay examines the relationship with the iconography of the thirteenth book of Martial's Epigrams, which goes by the name of Xenia. This collection of very short epigrammatic tickets, having the regular size of a couplet, is entirely dedicated to synthetic descriptions or definitions of foods, according to modalities that refer - albeit in a manner that brevity makes schematically essential - to the tradition of the ekphrastic epigram: and indeed also the ancient rhetorical doctrine about ekphrasis appears profoundly influenced by terms and concepts that come in particular from the tradition of painting, ekphrastic art by definition. But the very conception of this monographic libellus (which inaugurates a sort of epigrammatic sub-genre that Martial will also continue with the descriptions of objects in the Apophoreta, even more evidently ekphrastic for the presence of an entire small series dedicated to works of art, in the most classical tradition of this epigrammatic typology) may have been influenced even more closely by the iconography, if we consider that at the age of Martial the appellative of xenia was also the term which technically defined a precise genre or iconographic sub-genre, that of paintings of still life: as evidenced by an important passage by Vitruvius, confirmed in turn by two complex ekphraseis of still life paintings (in fact, of xenia, as the title states) in the Imagines of Philostratus. The fact that the appellative 'xenia' was capable of indicating and evoking, in addition to concrete welcoming gifts, also a precise, compact and widespread pictorial genre, can therefore have influenced the decision of Martial to gather this kind of epigrams in book form, giving life to a compact epigrammatic sub-genre that represents the perfect literary equivalent of iconographic xenia. The examination of the pictorial tradition of still life also makes it possible to trace a whole series of functional and structural parallels between the literary xenia and this pictorial genre.
9788884433619
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/880410
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