La pax ottomana ha rappresentato per oltre quattro secoli la cifra distintiva del più longevo degli imperi mediorientali: l'Impero ottomano. La formula che ha garantito la convivenza pacifica tra culture, lingue ed etnie all'interno di un territorio vastissimo come quello ottomano è oggi più che mai attuale, alla luce delle sfide proposte dall'elaborazione di progetti, analisi e politiche che vadano nella direzione di una mediazione tra Occidente e islam. Il volume, ripercorrendo la traiettoria storica ottomana, mostra come alla base della coabitazione vi fossero elementi riconducibili ad esperienze eterogenee, tra le quali il legalismo islamico, le consuetudini turco mongole, il misticismo sufi e la tradizione cristiano bizantina. Il millet, organizzazione comunitaria non territoriale, rappresentava l'approdo istituzionale della strategia di coabitazione ottomana e si rivelò essere la dimensione privilegiata in cui gli affiliati delle tre grandi comunità religiose (ebrei, cristiano-ortodossi e armeni) poterono contribuire attivamente alla vita di un Impero a maggioranza musulmana, diventandone un pilastro portante.

Islam e pluralismo. La coabitazione religiosa nell'Impero ottomano

DONELLI, FEDERICO
2017

Abstract

La pax ottomana ha rappresentato per oltre quattro secoli la cifra distintiva del più longevo degli imperi mediorientali: l'Impero ottomano. La formula che ha garantito la convivenza pacifica tra culture, lingue ed etnie all'interno di un territorio vastissimo come quello ottomano è oggi più che mai attuale, alla luce delle sfide proposte dall'elaborazione di progetti, analisi e politiche che vadano nella direzione di una mediazione tra Occidente e islam. Il volume, ripercorrendo la traiettoria storica ottomana, mostra come alla base della coabitazione vi fossero elementi riconducibili ad esperienze eterogenee, tra le quali il legalismo islamico, le consuetudini turco mongole, il misticismo sufi e la tradizione cristiano bizantina. Il millet, organizzazione comunitaria non territoriale, rappresentava l'approdo istituzionale della strategia di coabitazione ottomana e si rivelò essere la dimensione privilegiata in cui gli affiliati delle tre grandi comunità religiose (ebrei, cristiano-ortodossi e armeni) poterono contribuire attivamente alla vita di un Impero a maggioranza musulmana, diventandone un pilastro portante.
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