Ogni giorno in Italia migliaia di adulti e di minorenni, vittime della violenza intrafamiliare, ricorrono alle cure del pronto soccorso. Le indagini campionarie nazionali mostrano quanto esteso sia il fenomeno, ma nel contempo anche quanto elevata resti la difficoltà delle vittime a denunciare i familiari. E’ principalmente per questa ragione che i dipartimenti di emergenza ospedalieri possono diventare un realistico punto di osservazione che consenta di ridurre la componente “sommersa” di ogni fattispecie illegale commessa contro la persona e “sotto lo stesso tetto”. Nel territorio genovese è stata condotta una ricerca in due dipartimenti di emergenza che ha consentito di raccogliere diverse informazioni sulle caratteristiche dei protagonisti e sulle dinamiche dell’agire violento, relativamente a complessivi 146 accessi al pronto soccorso di adulti e di minorenni, avvenuti nell’arco di diciotto mesi, tra il 1 luglio 2015 e il 31 dicembre 2016. Oltre ai dati quantitativi, sono state rilevate, nel pieno rispetto dell’anonimato, brevi annotazioni testuali apposte nei documenti istituzionali dalle diverse figure professionali del personale sanitario durante l’iter di diagnosi e cura. Vengono presentate in questa sede le principali risultanze emerse dall’analisi documentaria di tali testi, che permette di delineare un quadro assai composito su quello che, secondo le vittime e il personale sanitario, succede dentro e fuori le mura domestiche. In particolare emerge il quasi sistematico maltrattamento dell’uomo sulla propria moglie, partner o ex-partner e la violenza, espressa sotto varie forme, subita dai minorenni.

I molti volti della violenza intrafamiliare vista dal pronto soccorso

FOSSA, GIOVANNI;VERDE, ALFREDO
2017

Abstract

Ogni giorno in Italia migliaia di adulti e di minorenni, vittime della violenza intrafamiliare, ricorrono alle cure del pronto soccorso. Le indagini campionarie nazionali mostrano quanto esteso sia il fenomeno, ma nel contempo anche quanto elevata resti la difficoltà delle vittime a denunciare i familiari. E’ principalmente per questa ragione che i dipartimenti di emergenza ospedalieri possono diventare un realistico punto di osservazione che consenta di ridurre la componente “sommersa” di ogni fattispecie illegale commessa contro la persona e “sotto lo stesso tetto”. Nel territorio genovese è stata condotta una ricerca in due dipartimenti di emergenza che ha consentito di raccogliere diverse informazioni sulle caratteristiche dei protagonisti e sulle dinamiche dell’agire violento, relativamente a complessivi 146 accessi al pronto soccorso di adulti e di minorenni, avvenuti nell’arco di diciotto mesi, tra il 1 luglio 2015 e il 31 dicembre 2016. Oltre ai dati quantitativi, sono state rilevate, nel pieno rispetto dell’anonimato, brevi annotazioni testuali apposte nei documenti istituzionali dalle diverse figure professionali del personale sanitario durante l’iter di diagnosi e cura. Vengono presentate in questa sede le principali risultanze emerse dall’analisi documentaria di tali testi, che permette di delineare un quadro assai composito su quello che, secondo le vittime e il personale sanitario, succede dentro e fuori le mura domestiche. In particolare emerge il quasi sistematico maltrattamento dell’uomo sulla propria moglie, partner o ex-partner e la violenza, espressa sotto varie forme, subita dai minorenni.
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