Storia della produzione culturale a Genova nel tempo della formazione di Mazzini.Non c’è stata finora una ricostruzione dell’offensiva reazionaria, che ebbe anche nella Genova della fine dei Giansenisti (come Vincenzo Palmieri ed Eustachio Degola) e della formazione di Mazzini (1815-31) appuntamenti ragguardevoli non meno di Torino e Modena. Tra gli attori l’Arcivescovo Lambruschini (poi Segretario di Stato), il Principe di Canosa, esule da Napoli, il poeta dialettale Martin Piaggio e i preti antagonisti del giovane Mazzini, da Spotorno a Bresciani, il combattivo gesuita e romanziere, che ebbe ad intervalli più di una consistente stagione genovese. Ma anche il melodramma poteva giocare la sua partita, quale strumento di riverbero legittimista, come evidenzia il Bianca e Fernando di Bellini, su versi riaddattati di Felice Romani, per l’inaugurazione del nuovo teatro, intitolato al sovrano regnante, Carlo Felice. Una città peraltro di molti contesti, tra provincia ed Europa come attestano i diari inglesi e francesi di molti viaggiatori, addirittura periferico epicentro del Romanticismo inglese nel breve tempo del soggiorno di Byron nel 1822-23, con vari altri qui all’opera da Mary Shelley a Leigh Hunt a Lady Blessington. Rec.Bianca Montale, “Rassegna storica del Risorgimento”, XCVIII, 2011, 4, pp. 612-14. Rossella Bonfatti, “Studi e problemi di critica testuale”, 88, 2014, 1, pp.279-282.

Genova reazionaria. Una storia culturale della restaurazione

VERDINO, STEFANO FERNANDO
2012

Abstract

Storia della produzione culturale a Genova nel tempo della formazione di Mazzini.Non c’è stata finora una ricostruzione dell’offensiva reazionaria, che ebbe anche nella Genova della fine dei Giansenisti (come Vincenzo Palmieri ed Eustachio Degola) e della formazione di Mazzini (1815-31) appuntamenti ragguardevoli non meno di Torino e Modena. Tra gli attori l’Arcivescovo Lambruschini (poi Segretario di Stato), il Principe di Canosa, esule da Napoli, il poeta dialettale Martin Piaggio e i preti antagonisti del giovane Mazzini, da Spotorno a Bresciani, il combattivo gesuita e romanziere, che ebbe ad intervalli più di una consistente stagione genovese. Ma anche il melodramma poteva giocare la sua partita, quale strumento di riverbero legittimista, come evidenzia il Bianca e Fernando di Bellini, su versi riaddattati di Felice Romani, per l’inaugurazione del nuovo teatro, intitolato al sovrano regnante, Carlo Felice. Una città peraltro di molti contesti, tra provincia ed Europa come attestano i diari inglesi e francesi di molti viaggiatori, addirittura periferico epicentro del Romanticismo inglese nel breve tempo del soggiorno di Byron nel 1822-23, con vari altri qui all’opera da Mary Shelley a Leigh Hunt a Lady Blessington. Rec.Bianca Montale, “Rassegna storica del Risorgimento”, XCVIII, 2011, 4, pp. 612-14. Rossella Bonfatti, “Studi e problemi di critica testuale”, 88, 2014, 1, pp.279-282.
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