L'esame delle collezioni di busti conservati nei palazzi nobiliari di Albenga - Palazzo Costa, Palazzo Peloso Cepolla, Palazzo D'Aste e Palazzo Borea Ricci - porta a mettere in risalto il gusto per le antichità tra XVI e XVIII secolo che si riscontra in Liguria e particolarmente ad Albenga. La ricerca di ritratti antichi, spesso integrati su busti moderni e copiati nel XVIII secolo, nasce dai rapporti finanziari che le diverse famiglie intessono alla corte dei papi a partire da Ottavio Costa, che fu il banchiere di papa Gregorio XIV e papa Innocenzo IX. Lo spoglio degli archivi familiari ha permesso di tracciare le vicende personali e gli intrecci matrimoniali, ma soprattutto di evidenziare le grandi ristrutturazioni dei Palazzi. A queste consegue l'acquisto a Roma dei ritratti di antichi imperatori per abbellire i palazzi stessi, ma soprattutto per nobilitare la diverse famiglie. Lo studio preciso dell'iconografie dei diversi ritratti consente di evidenziare come alle spalle della scelta vi sia un programma figurativo ben determinato, che trova un preciso riscontro nella lettura di Svetonio. Segue un'appendice di documenti d'archivio, soprattutto testamentari.

Albenga: Le collezioni di busti - Xenia. Quaderni 9

GIANNATTASIO, BIANCA MARIA
1988

Abstract

L'esame delle collezioni di busti conservati nei palazzi nobiliari di Albenga - Palazzo Costa, Palazzo Peloso Cepolla, Palazzo D'Aste e Palazzo Borea Ricci - porta a mettere in risalto il gusto per le antichità tra XVI e XVIII secolo che si riscontra in Liguria e particolarmente ad Albenga. La ricerca di ritratti antichi, spesso integrati su busti moderni e copiati nel XVIII secolo, nasce dai rapporti finanziari che le diverse famiglie intessono alla corte dei papi a partire da Ottavio Costa, che fu il banchiere di papa Gregorio XIV e papa Innocenzo IX. Lo spoglio degli archivi familiari ha permesso di tracciare le vicende personali e gli intrecci matrimoniali, ma soprattutto di evidenziare le grandi ristrutturazioni dei Palazzi. A queste consegue l'acquisto a Roma dei ritratti di antichi imperatori per abbellire i palazzi stessi, ma soprattutto per nobilitare la diverse famiglie. Lo studio preciso dell'iconografie dei diversi ritratti consente di evidenziare come alle spalle della scelta vi sia un programma figurativo ben determinato, che trova un preciso riscontro nella lettura di Svetonio. Segue un'appendice di documenti d'archivio, soprattutto testamentari.
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