La concezione dell’arte figurativa bizantina, nel propugnare le rappresentazioni di prototipi, genera un’iconografia fissa a canoni immutabili, basata sulla conoscenza della geometria e, più precisamente, sulla teoria delle proporzioni. Le teorie delle proporzioni del mondo greco - bizantino, conosciute nella Russia del Medio Evo, dovevano essere applicate dai pittori delle “icone”, poiché la loro composizione si articola su strutture geometriche ed operazioni di misura. La maggior parte delle icone ha proporzioni basate su numeri semplici ed inferiori a dieci. Il trenta per cento, circa, sono strutturate su una proporzione di 3:4; un altro trenta per cento sulla proporzione di 4:5 ; il dieci per cento, infine, sulle proporzioni di 2:3, 5:7 e 5:6. Le diverse possibilità nella strutturazione della superficie non venivano lasciate alla libera scelta del pittore, ma erano legate al soggetto della rappresentazione. Gli artisti, quindi, dovevano conoscere i soggetti iconografici così come i diversi modi possibili della loro composizione. A tale scopo si consultavano i podlinniki, veri e propri manuali dei pittori. Gli schemi compositivi delle icone russe sono già menzionati nei manoscritti del XVI e XVII secolo. Chiamati zastavista, gli schemi possono essere ridotti alle seguenti forme geometriche: il triangolo, il quadrato, la croce, il reticolo ed il cerchio. Il triangolo è adottato per la figura in busto; il quadrato ed il cerchio per le figure in piedi; la croce, il reticolo ed il cerchio per le icone delle feste. Inoltre l’elemento di primaria importanza per la struttura geometrica di un’icona è il nimbo: esso è il centro intorno al quale si costruisce il soggetto da rappresentare. Adottando opportunamente gli schemi già descritti, ma anche il “modulo” per la figura umana e la teoria dei tre cerchi per le proporzioni del viso, è possibile realizzare un’icona,che risponda ai requisiti dell’iconografia bizantina,come è il caso di “San Giovanni con scene della vita”, icona del XVI secolo della Scuola Settentrionale.

Da un "podlinniki", il progetto di un'icona del XVI secolo: San Giovanni con scene della vita

BOFFITO, MAURA
1993

Abstract

La concezione dell’arte figurativa bizantina, nel propugnare le rappresentazioni di prototipi, genera un’iconografia fissa a canoni immutabili, basata sulla conoscenza della geometria e, più precisamente, sulla teoria delle proporzioni. Le teorie delle proporzioni del mondo greco - bizantino, conosciute nella Russia del Medio Evo, dovevano essere applicate dai pittori delle “icone”, poiché la loro composizione si articola su strutture geometriche ed operazioni di misura. La maggior parte delle icone ha proporzioni basate su numeri semplici ed inferiori a dieci. Il trenta per cento, circa, sono strutturate su una proporzione di 3:4; un altro trenta per cento sulla proporzione di 4:5 ; il dieci per cento, infine, sulle proporzioni di 2:3, 5:7 e 5:6. Le diverse possibilità nella strutturazione della superficie non venivano lasciate alla libera scelta del pittore, ma erano legate al soggetto della rappresentazione. Gli artisti, quindi, dovevano conoscere i soggetti iconografici così come i diversi modi possibili della loro composizione. A tale scopo si consultavano i podlinniki, veri e propri manuali dei pittori. Gli schemi compositivi delle icone russe sono già menzionati nei manoscritti del XVI e XVII secolo. Chiamati zastavista, gli schemi possono essere ridotti alle seguenti forme geometriche: il triangolo, il quadrato, la croce, il reticolo ed il cerchio. Il triangolo è adottato per la figura in busto; il quadrato ed il cerchio per le figure in piedi; la croce, il reticolo ed il cerchio per le icone delle feste. Inoltre l’elemento di primaria importanza per la struttura geometrica di un’icona è il nimbo: esso è il centro intorno al quale si costruisce il soggetto da rappresentare. Adottando opportunamente gli schemi già descritti, ma anche il “modulo” per la figura umana e la teoria dei tre cerchi per le proporzioni del viso, è possibile realizzare un’icona,che risponda ai requisiti dell’iconografia bizantina,come è il caso di “San Giovanni con scene della vita”, icona del XVI secolo della Scuola Settentrionale.
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