Per comprendere appieno le tematiche della prospettiva assurta al ruolo di scienza nel XV secolo, é essenziale conoscere e ripercorrere quindi, anche se molto sinteticamente, le tappe fondamentali dei modi della rappresentazione delle figure e degli oggetti in generale. La nuova concezione spaziale, attuata a Firenze al principio del Quattrocento, non può essere considerata unicamente come la scoperta di un singolo individuo o, meglio ancora, come l'espressione di tutta un'epoca: essa, infatti, ha presupposti ben più lontani, identificabili di volta in volta nelle diverse manifestazioni figurative, susseguitesi attraverso il lento processo evolutivo del "fare" umano. Dal momento che la disciplina prospettica, come metodo di rappresentazione grafica, si basa sui principi teorici della geometria proiettiva, si é voluto con questa ricerca individuare quali, degli elementi fondamentali della scienza proiettiva, fossero anche solo implicitamente manifesti sino dai primi trattati di prospettiva del XV secolo. Attualmente, le problematiche inerenti la rappresentazione dello spazio possono, per certi aspetti, considerarsi superate sia dal punto di vista tecnico, per l'introduzione di moderni mezzi quali, ad esempio, la fotografia, la fotogrammetria e gli strumenti informatici, sia da un punto di vista squisitamente pittorico, per il mutato gusto degli artisti non più orientati ad una riproduzione "fedele" del reale. Tuttavia, se si considera il problema da un'ottica prettamente culturale, rimane pur sempre l'interesse per l'evoluzione di una scienza suggestivamente connessa al progresso del costume e del pensiero e da cui ha tratto origine la geometria proiettiva.

Dentro la geometria. Sui prodromi di geometria proiettiva, evoluzione storica e applicazioni.

BOFFITO, MAURA
1996

Abstract

Per comprendere appieno le tematiche della prospettiva assurta al ruolo di scienza nel XV secolo, é essenziale conoscere e ripercorrere quindi, anche se molto sinteticamente, le tappe fondamentali dei modi della rappresentazione delle figure e degli oggetti in generale. La nuova concezione spaziale, attuata a Firenze al principio del Quattrocento, non può essere considerata unicamente come la scoperta di un singolo individuo o, meglio ancora, come l'espressione di tutta un'epoca: essa, infatti, ha presupposti ben più lontani, identificabili di volta in volta nelle diverse manifestazioni figurative, susseguitesi attraverso il lento processo evolutivo del "fare" umano. Dal momento che la disciplina prospettica, come metodo di rappresentazione grafica, si basa sui principi teorici della geometria proiettiva, si é voluto con questa ricerca individuare quali, degli elementi fondamentali della scienza proiettiva, fossero anche solo implicitamente manifesti sino dai primi trattati di prospettiva del XV secolo. Attualmente, le problematiche inerenti la rappresentazione dello spazio possono, per certi aspetti, considerarsi superate sia dal punto di vista tecnico, per l'introduzione di moderni mezzi quali, ad esempio, la fotografia, la fotogrammetria e gli strumenti informatici, sia da un punto di vista squisitamente pittorico, per il mutato gusto degli artisti non più orientati ad una riproduzione "fedele" del reale. Tuttavia, se si considera il problema da un'ottica prettamente culturale, rimane pur sempre l'interesse per l'evoluzione di una scienza suggestivamente connessa al progresso del costume e del pensiero e da cui ha tratto origine la geometria proiettiva.
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