Santolina ligustica, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è una piccola camefita che vive in ambiente strettamente mediterraneo, in zone soleggiate e ad alta rocciosità su suolo acido, solitamente caratterizzato da rocce ofiolitiche. La specie è di particolare interesse perché il suo areale è molto piccolo, è endemica della sola Liguria, nella zona compresa tra Deiva Marina e Monterosso. La specie è molto simile ad altre santoline, soprattutto a S. chamaecyparissus, ma si distingue facilmente perché i fiori di S. ligustica sono beige chiaro mentre quelli di S. chamaecyparissus sono giallo vivace. Abbiamo studiato S. ligustica sotto alcuni punti di vista: i) prove di germinazione, in cui abbiamo testato nove temperature a fotoperiodo 12/12; ii) riconoscimento degli impollinatori tramite foto o insetti catturati per capire quali siano i più importanti per la pianta; iii) modo di riproduzione, tramite “bags” su singoli capolini (per escludere gli insetti e quindi verificare la possibilità di autoimpollinazione) e seguente conteggio di fiori e semi dei capolini con bags e capolini lasciati alla libera impollinazione.

Biologia riproduttiva di Santolina ligustica

BONIFAZIO C.;GUERRINA M.;VARALDO L.;ZAPPA E.;CASAZZA G.;MINUTO L.
2022-01-01

Abstract

Santolina ligustica, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è una piccola camefita che vive in ambiente strettamente mediterraneo, in zone soleggiate e ad alta rocciosità su suolo acido, solitamente caratterizzato da rocce ofiolitiche. La specie è di particolare interesse perché il suo areale è molto piccolo, è endemica della sola Liguria, nella zona compresa tra Deiva Marina e Monterosso. La specie è molto simile ad altre santoline, soprattutto a S. chamaecyparissus, ma si distingue facilmente perché i fiori di S. ligustica sono beige chiaro mentre quelli di S. chamaecyparissus sono giallo vivace. Abbiamo studiato S. ligustica sotto alcuni punti di vista: i) prove di germinazione, in cui abbiamo testato nove temperature a fotoperiodo 12/12; ii) riconoscimento degli impollinatori tramite foto o insetti catturati per capire quali siano i più importanti per la pianta; iii) modo di riproduzione, tramite “bags” su singoli capolini (per escludere gli insetti e quindi verificare la possibilità di autoimpollinazione) e seguente conteggio di fiori e semi dei capolini con bags e capolini lasciati alla libera impollinazione.
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