L’analisi dei differenti progetti formulati a metà del secolo scorso per il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova costituisce l’occasione per riconoscere nei caratteri spaziali dell’edificio realizzato alcune significative tracce delle fasi precedenti ideate da Mario Labò. La ricerca si è occupata di reperire i disegni originali, dalla prima versione del 1948 caratterizzata da forme pure tipiche del modernismo anteguerra, alle configurazioni attualmente realizzate che furono concepite nella versione formulata tra il 1952 e il 1955. L’edificio realizzato nel 1971 mostra una originale spazialità di un percorso museale unitario e continuo che si dispiega in uno svolgimento analogo alla doppia elica di alcune antiche scale cinquecentesche. Questa versione è aggiornata attraverso lo sviluppo museografico italiano del secondo dopoguerra. Nel presente contributo si mostrano i rilievi effettuati al fine di effettuare un confronto con i dati documentali che fanno emergere l’importanza del percorso museale, quest’ultimo fondato sulla soluzione definitiva delle scale, quali elementi cruciali del progetto. L’ultima versione progettuale, peraltro, riprende la spazialità della villa neoclassica e il volume delle sale espositive viene liberato dai confini murari giungendo ad una concezione che evoca l’architettura giapponese.

I progetti di Mario Labò per il Museo d'Arte Orientale di Genova

Meloni Alessandro
2022-01-01

Abstract

L’analisi dei differenti progetti formulati a metà del secolo scorso per il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova costituisce l’occasione per riconoscere nei caratteri spaziali dell’edificio realizzato alcune significative tracce delle fasi precedenti ideate da Mario Labò. La ricerca si è occupata di reperire i disegni originali, dalla prima versione del 1948 caratterizzata da forme pure tipiche del modernismo anteguerra, alle configurazioni attualmente realizzate che furono concepite nella versione formulata tra il 1952 e il 1955. L’edificio realizzato nel 1971 mostra una originale spazialità di un percorso museale unitario e continuo che si dispiega in uno svolgimento analogo alla doppia elica di alcune antiche scale cinquecentesche. Questa versione è aggiornata attraverso lo sviluppo museografico italiano del secondo dopoguerra. Nel presente contributo si mostrano i rilievi effettuati al fine di effettuare un confronto con i dati documentali che fanno emergere l’importanza del percorso museale, quest’ultimo fondato sulla soluzione definitiva delle scale, quali elementi cruciali del progetto. L’ultima versione progettuale, peraltro, riprende la spazialità della villa neoclassica e il volume delle sale espositive viene liberato dai confini murari giungendo ad una concezione che evoca l’architettura giapponese.
2022
978-84-17853-51-8
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