The debate on illiteracy in Italy, which was considered a residual phenomenon thanks to the schooling of the 1960s and 1970s, has been rekindled following recent migration flows, which have seen the arrival of adult migrants with little or no schooling. The responses of the territories to this phenomenon are manifold, both on the informal and on the formal side. The Provincial Centres for Adult Learning (CPIA), institutes dependent on the Ministry of Education, for example, provide pathways in which the development of communicative competence, a necessary component for obtaining A2 level certification, is accompanied by interventions aimed at filling gaps in instrumental skills. Within these paths, digital technologies can offer valuable support, but two fundamental aspects must be taken into account: the implementation of systems accessible to an illiterate public and the development of resources that support the objectives set by the methodological tools of reference. The project that led to the creation of CPIAbot, a conversational agent designed to support the teaching of Italian L2 courses, PreA1/A1 level, offered by the CPIAs in Genoa involved in the experiment, was born in this scenario. Specifically, this glotto-technology, which is aimed at a segment that is not yet well covered by educational software, aims to stimulate the use of the target language in classroom and extracurricular lessons, as well as to support teachers in the personalisation of teaching. In order to understand its adherence to the needs of the context and to the objectives identified, the technology was tested within a CPIA, in order to answer the following research questions: - Can CPIAbot support hybrid teaching in classrooms of illiterate or weakly schooled adult learners, fostering the achievement of the objectives set out in the reference syllabus? - In what areas and in what ways has CPIAbot been used by teachers? What representation do teachers give in relation to the integration of the tool in their teaching? - What are the characteristics of the use of CPIAbot by illiterate adult learners in hybrid teaching? The experimentation returned an articulated picture. The conversational agent, in fact, was mainly used as a tutor for the individual practice of instrumental skills, less as a tool to practice communicative competence within simulated situations. The use of CPIAbot, moreover, occurred mainly in classroom lessons, while its support for the hybridisation of formal and informal learning remained in the background. Given the complexity of the technology implemented, however, a deeper analysis of the link between the different resources integrated in it, such as the voice interface or the system's agentive features, and the results that emerged from the research allows us to hypothesise the contribution that conversational agents can offer to adult migrants' L2 literacy.

Il dibattito sull’analfabetismo in Italia, fenomeno considerato residuale grazie alla scolarizzazione degli anni ’60-’70, si è riacceso in seguito ai recenti flussi migratori, che hanno visto l’arrivo di migranti adulti con scarsa o nulla scolarizzazione. Le risposte dei territori a questo fenomeno sono molteplici, sia sul versante informale sia sul versante formale. I Centri Provinciali per l’Apprendimento degli Adulti – CPIA, istituti dipendenti dal Ministero dell'Istruzione, ad esempio, forniscono percorsi nei quali lo sviluppo della competenza comunicativa, componente necessaria per il conseguimento della certificazione di livello A2, viene affiancato da interventi che mirano a colmare lacune riguardanti le abilità strumentali. All’interno di questi percorsi, le tecnologie digitali possono offrire un valido supporto, ma occorre tenere conto di due aspetti fondamentali: l'implementazione di sistemi accessibili ad un pubblico di analfabeti e lo sviluppo di risorse che supportino gli obiettivi previsti dagli strumenti metodologici di riferimento. In tale scenario, dunque, nasce il progetto che ha portato alla realizzazione di CPIAbot, un agente conversazionale ideato per supportare la didattica all’interno dei corsi di italiano L2, livello PreA1/A1, offerti dai CPIA genovesi coinvolti nella sperimentazione. Nello specifico, questa glotto-tecnologia, rivolta ad un segmento ancora poco battuto dai software didattici, si propone di stimolare l’utilizzo della lingua d’arrivo all’interno delle lezioni d’aula e nell’extra-scuola, nonché di supportare i docenti nella personalizzazione della didattica. Per comprendere l’aderenza ai bisogni del contesto e agli obiettivi individuati, inoltre, la tecnologia è stata sperimentata all’interno di un CPIA, per dare risposta alle seguenti domande di ricerca: • CPIAbot può supportare la didattica ibrida in classi di apprendenti adulti analfabeti o debolmente scolarizzati, favorendo il raggiungimento degli obiettivi previsti dal sillabo di riferimento? • In quali ambiti e con quali modalità CPIAbot è stato utilizzato dai docenti? Quale rappresentazione restituiscono gli insegnanti, in relazione all’integrazione dello strumento nella loro didattica? • Quali sono le caratteristiche dell’utilizzo di CPIAbot da parte degli studenti adulti analfabeti, all’interno della didattica ibrida? La sperimentazione ha restituito un quadro articolato. L’agente conversazionale, infatti, è stato utilizzato prevalentemente come tutor per l’esercitazione individuale delle abilità strumentali, meno come strumento per esercitare la competenza comunicativa all’interno di situazioni simulate. L’uso di CPIAbot, inoltre, è avvenuto prevalentemente nelle lezioni d’aula, mentre il suo supporto all’ibridazione tra l’apprendimento formale e informale è rimasto in secondo piano. Data la complessità della tecnologia realizzata, tuttavia, un’analisi più approfondita del legame tra le differenti risorse in esso integrate, come l’interfaccia vocale o le caratteristiche agentive del sistema, e i risultati emersi dalla ricerca permette di ipotizzare il contributo che gli agenti conversazionali possono offrire all’alfabetizzazione in L2 di migranti adulti.

CPIAbot: un agente conversazionale per l’alfabetizzazione in italiano L2 di adulti analfabeti o debolmente scolarizzati

RAVICCHIO, FABRIZIO
2022

Abstract

Il dibattito sull’analfabetismo in Italia, fenomeno considerato residuale grazie alla scolarizzazione degli anni ’60-’70, si è riacceso in seguito ai recenti flussi migratori, che hanno visto l’arrivo di migranti adulti con scarsa o nulla scolarizzazione. Le risposte dei territori a questo fenomeno sono molteplici, sia sul versante informale sia sul versante formale. I Centri Provinciali per l’Apprendimento degli Adulti – CPIA, istituti dipendenti dal Ministero dell'Istruzione, ad esempio, forniscono percorsi nei quali lo sviluppo della competenza comunicativa, componente necessaria per il conseguimento della certificazione di livello A2, viene affiancato da interventi che mirano a colmare lacune riguardanti le abilità strumentali. All’interno di questi percorsi, le tecnologie digitali possono offrire un valido supporto, ma occorre tenere conto di due aspetti fondamentali: l'implementazione di sistemi accessibili ad un pubblico di analfabeti e lo sviluppo di risorse che supportino gli obiettivi previsti dagli strumenti metodologici di riferimento. In tale scenario, dunque, nasce il progetto che ha portato alla realizzazione di CPIAbot, un agente conversazionale ideato per supportare la didattica all’interno dei corsi di italiano L2, livello PreA1/A1, offerti dai CPIA genovesi coinvolti nella sperimentazione. Nello specifico, questa glotto-tecnologia, rivolta ad un segmento ancora poco battuto dai software didattici, si propone di stimolare l’utilizzo della lingua d’arrivo all’interno delle lezioni d’aula e nell’extra-scuola, nonché di supportare i docenti nella personalizzazione della didattica. Per comprendere l’aderenza ai bisogni del contesto e agli obiettivi individuati, inoltre, la tecnologia è stata sperimentata all’interno di un CPIA, per dare risposta alle seguenti domande di ricerca: • CPIAbot può supportare la didattica ibrida in classi di apprendenti adulti analfabeti o debolmente scolarizzati, favorendo il raggiungimento degli obiettivi previsti dal sillabo di riferimento? • In quali ambiti e con quali modalità CPIAbot è stato utilizzato dai docenti? Quale rappresentazione restituiscono gli insegnanti, in relazione all’integrazione dello strumento nella loro didattica? • Quali sono le caratteristiche dell’utilizzo di CPIAbot da parte degli studenti adulti analfabeti, all’interno della didattica ibrida? La sperimentazione ha restituito un quadro articolato. L’agente conversazionale, infatti, è stato utilizzato prevalentemente come tutor per l’esercitazione individuale delle abilità strumentali, meno come strumento per esercitare la competenza comunicativa all’interno di situazioni simulate. L’uso di CPIAbot, inoltre, è avvenuto prevalentemente nelle lezioni d’aula, mentre il suo supporto all’ibridazione tra l’apprendimento formale e informale è rimasto in secondo piano. Data la complessità della tecnologia realizzata, tuttavia, un’analisi più approfondita del legame tra le differenti risorse in esso integrate, come l’interfaccia vocale o le caratteristiche agentive del sistema, e i risultati emersi dalla ricerca permette di ipotizzare il contributo che gli agenti conversazionali possono offrire all’alfabetizzazione in L2 di migranti adulti.
The debate on illiteracy in Italy, which was considered a residual phenomenon thanks to the schooling of the 1960s and 1970s, has been rekindled following recent migration flows, which have seen the arrival of adult migrants with little or no schooling. The responses of the territories to this phenomenon are manifold, both on the informal and on the formal side. The Provincial Centres for Adult Learning (CPIA), institutes dependent on the Ministry of Education, for example, provide pathways in which the development of communicative competence, a necessary component for obtaining A2 level certification, is accompanied by interventions aimed at filling gaps in instrumental skills. Within these paths, digital technologies can offer valuable support, but two fundamental aspects must be taken into account: the implementation of systems accessible to an illiterate public and the development of resources that support the objectives set by the methodological tools of reference. The project that led to the creation of CPIAbot, a conversational agent designed to support the teaching of Italian L2 courses, PreA1/A1 level, offered by the CPIAs in Genoa involved in the experiment, was born in this scenario. Specifically, this glotto-technology, which is aimed at a segment that is not yet well covered by educational software, aims to stimulate the use of the target language in classroom and extracurricular lessons, as well as to support teachers in the personalisation of teaching. In order to understand its adherence to the needs of the context and to the objectives identified, the technology was tested within a CPIA, in order to answer the following research questions: - Can CPIAbot support hybrid teaching in classrooms of illiterate or weakly schooled adult learners, fostering the achievement of the objectives set out in the reference syllabus? - In what areas and in what ways has CPIAbot been used by teachers? What representation do teachers give in relation to the integration of the tool in their teaching? - What are the characteristics of the use of CPIAbot by illiterate adult learners in hybrid teaching? The experimentation returned an articulated picture. The conversational agent, in fact, was mainly used as a tutor for the individual practice of instrumental skills, less as a tool to practice communicative competence within simulated situations. The use of CPIAbot, moreover, occurred mainly in classroom lessons, while its support for the hybridisation of formal and informal learning remained in the background. Given the complexity of the technology implemented, however, a deeper analysis of the link between the different resources integrated in it, such as the voice interface or the system's agentive features, and the results that emerged from the research allows us to hypothesise the contribution that conversational agents can offer to adult migrants' L2 literacy.
agenti conversazionali; chatbot; analfabetismo; italiano L2; tecnologie didattiche
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