Nei primi mesi del 1885 Strindberg annunciò all’editore Bonnier l’imminente stesura di alcuni “natursatiriska berättelser”, una serie di testi che successivamente egli definì anche “contes et fabliaux”. Si trattò alla fine di dieci favole, la maggior parte delle quali composte nella primavera di quell’anno, la cui stesura risulta peculiare: Strindberg le scrisse in francese, lingua il cui prestigio letterario sempre più rispondeva alle esigenze dell’autore, e, di fronte alle obiezioni di Bonnier su questo aspetto, da una parte promise di tradurle, dall’altra cercò editori stranieri, pubblicando nello stesso anno la prima delle favole in francese nella Revue Universelle Internationale e ben otto in danese su Politiken. Le versioni svedesi che troviamo nel terzo volume di Tryckt och otryckt (1891) furono invece di Eugène Fahlstedt, sebbene riviste da Strindberg. In questi testi – che si collocano certamente nel periodo naturalistico della sua scrittura, ma anche nel momento di transizione tra la lotta di classe e la lotta di genere e tra teismo e ateismo – Strindberg inserì numerosi elementi scientifici, rinnovando, per così dire, un genere antico con un linguaggio del tutto moderno.

Scienza in fabula: tematiche ed elementi scientifici nei testi di Fabler (1885, 1891)

Finco, Davide Agostino
2019

Abstract

Nei primi mesi del 1885 Strindberg annunciò all’editore Bonnier l’imminente stesura di alcuni “natursatiriska berättelser”, una serie di testi che successivamente egli definì anche “contes et fabliaux”. Si trattò alla fine di dieci favole, la maggior parte delle quali composte nella primavera di quell’anno, la cui stesura risulta peculiare: Strindberg le scrisse in francese, lingua il cui prestigio letterario sempre più rispondeva alle esigenze dell’autore, e, di fronte alle obiezioni di Bonnier su questo aspetto, da una parte promise di tradurle, dall’altra cercò editori stranieri, pubblicando nello stesso anno la prima delle favole in francese nella Revue Universelle Internationale e ben otto in danese su Politiken. Le versioni svedesi che troviamo nel terzo volume di Tryckt och otryckt (1891) furono invece di Eugène Fahlstedt, sebbene riviste da Strindberg. In questi testi – che si collocano certamente nel periodo naturalistico della sua scrittura, ma anche nel momento di transizione tra la lotta di classe e la lotta di genere e tra teismo e ateismo – Strindberg inserì numerosi elementi scientifici, rinnovando, per così dire, un genere antico con un linguaggio del tutto moderno.
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