Marketplace lending is one of the most interesting phenomena in the FinTech area, not only for the registered growth rates in terms of volumes in the last few years, especially in countries other than Italy, but also and especially for the innovative character of the business models deployed: models able to cast doubts on the traditional sectorial separations and categories of the financial sector, therefore raising relevant issues from the point of view of regulatory strategies. It represents an alternative form of financing which can be reconnected, on the one hand, to the application of digital intermediation techniques developed in the e-commerce area and, on the other hand, to the more general crowdfunding phenomenon. In fact, marketplace lending is characterized, within the crowdfunding genus, by realizing the collection of financing by private entities (individuals or firms), through a digital platform (generally accessible by the internet). We have decided to refer to such phenomenon with the term ‘marketplace lending’, which allows to underline the most peculiar feature of this business model, i.e. being an activity organized in such a way to put together (in a new and original way, compared to traditional intermediaries’ models, thanks to the presence of platforms) the lending perspective with the one of capital markets and trading venues.. We are in fact observing a new business model, which - thanks to technological innovation and, in particular, to the use of enabling technologies (such as platform structures and big data analytics) – allows the fulfillment of classical financial needs (e.g. the financing needs of individuals or legal persons and investment needs), but with models and structures different from traditional ones. Furthermore, considering the incredible and constant growth in size of marketplace lending worldwide, such new models and structures seem, at least at first sight, to effectively respond to concrete financial needs, with the platform presence creating a range of advantages both for crowd-borrowers and for crowd-investors. Nonetheless, the same also creates potential new risks, endangering in particular the same interests traditionally grounding and protected by financial regulation (depositor and investor protection and, more generally, client protection; reduction of asymmetric information, moral hazard and adverse selection problems; stability, correct functioning and competitiveness of the financial system; trust in the financial system). This highlights the need, not only to place marketplace lending within the scope of financial regulation, but also to do so in consideration of the peculiar features of this business model, through an ad hoc regime, designed employing an activity-based approach and a functional (therefore, also reflecting the particular functions performed by digital platforms) and proportional perspective (in consideration of volumes, complexity of activities and products) as well as able to protect both crowd-investors and crowdborrowers.

Il marketplace lending è uno fra i fenomeni più interessanti in ambito FinTech, non solo per la rapidità con cui negli ultimi anni, specie in Paesi diversi dall’Italia, è venuto ad espandersi in termini di volumi (sia pure ancora limitati quanto a valore assoluto), ma soprattutto per il carattere innovativo dei modelli di business in cui il fenomeno stesso si traduce: modelli in grado di mettere in discussione consolidate partizioni e categorie del settore finanziario, ponendo rilevanti questioni dal punto di vista della strategia regolatoria. Si tratta di una forma di finanziamento alternativa a quelle tradizionali e riconducibile, per un verso, all’applicazione al settore dei servizi finanziari di tecniche di intermediazione digitale sviluppate nell’e-commerce e, per un altro, al più ampio ambito del crowdfunding. Nel “genere” crowdfunding, e al di là delle scelte terminologiche, la “specie” in discorso si connota per l’essere imperniata sulla raccolta di finanziamenti da parte di soggetti privati (individui o imprese), effettuata tramite una piattaforma, normalmente accessibile via internet. Si è scelto di riferirsi al fenomeno in discorso con il termine marketplace lending perché esso ha il pregio di mettere l’accento sul profilo che può dirsi più peculiare di tale nuovo modello operativo: il trattarsi di una attività organizzata in modo tale da assemblare (in modo nuovo e originale rispetto ai modelli tradizionali grazie alla presenza della piattaforma) la prospettiva creditizia (lending) con quella del mercato (marketplace). Ci troviamo di fronte, infatti, a un modello di business nuovo, che - grazie all’innovazione tecnologica e, in particolare, all’utilizzo di tecnologie abilitanti quali la struttura di piattaforma e i big data analytics - consente il soddisfacimento di bisogni “classicamente” finanziari (come il bisogno di finanziamento, di singoli come di enti collettivi, e quello di investimento) ma con modalità differenti da quelle tradizionali. E, a giudicare dalle sempre maggiori dimensioni che il marketplace lending è andato negli anni assumendo a livello mondiale, sembra trattarsi, quantomeno prima facie, di modalità che rispondono in modo efficace a bisogni finanziari concreti, nel senso che la presenza delle piattaforme genera una serie di vantaggi sia per i crowd-borrower sia per i crowd-investor, producendo, tuttavia, anche potenziali nuovi rischi di lesione di quegli stessi interessi non da oggi alla base della regolazione del sistema finanziario (tutela del risparmio, degli investitori e, più in generale, dei clienti; riduzione di asimmetrie informative, azzardo morale e selezione avversa; stabilità, buon funzionamento e competitività del sistema finanziario; fiducia nel sistema medesimo). Ciò conduce alla necessità non solo di ricondurre questo tipo di attività a tale alveo, ma anche di farlo, date le peculiarità del modello di business in discorso, con una normativa dedicata e disegnata secondo un approccio activity-based, che risponda ad una logica funzionale (in ragione delle peculiari funzioni svolte dalle piattaforme), proporzionale (in considerazione dei volumi, complessità dell’attività e dei prodotti) e in grado di tutelare sia i crowd-investor che i crowd-borrower.

Sintesi del lavoro

macchiavello
2019

Abstract

Il marketplace lending è uno fra i fenomeni più interessanti in ambito FinTech, non solo per la rapidità con cui negli ultimi anni, specie in Paesi diversi dall’Italia, è venuto ad espandersi in termini di volumi (sia pure ancora limitati quanto a valore assoluto), ma soprattutto per il carattere innovativo dei modelli di business in cui il fenomeno stesso si traduce: modelli in grado di mettere in discussione consolidate partizioni e categorie del settore finanziario, ponendo rilevanti questioni dal punto di vista della strategia regolatoria. Si tratta di una forma di finanziamento alternativa a quelle tradizionali e riconducibile, per un verso, all’applicazione al settore dei servizi finanziari di tecniche di intermediazione digitale sviluppate nell’e-commerce e, per un altro, al più ampio ambito del crowdfunding. Nel “genere” crowdfunding, e al di là delle scelte terminologiche, la “specie” in discorso si connota per l’essere imperniata sulla raccolta di finanziamenti da parte di soggetti privati (individui o imprese), effettuata tramite una piattaforma, normalmente accessibile via internet. Si è scelto di riferirsi al fenomeno in discorso con il termine marketplace lending perché esso ha il pregio di mettere l’accento sul profilo che può dirsi più peculiare di tale nuovo modello operativo: il trattarsi di una attività organizzata in modo tale da assemblare (in modo nuovo e originale rispetto ai modelli tradizionali grazie alla presenza della piattaforma) la prospettiva creditizia (lending) con quella del mercato (marketplace). Ci troviamo di fronte, infatti, a un modello di business nuovo, che - grazie all’innovazione tecnologica e, in particolare, all’utilizzo di tecnologie abilitanti quali la struttura di piattaforma e i big data analytics - consente il soddisfacimento di bisogni “classicamente” finanziari (come il bisogno di finanziamento, di singoli come di enti collettivi, e quello di investimento) ma con modalità differenti da quelle tradizionali. E, a giudicare dalle sempre maggiori dimensioni che il marketplace lending è andato negli anni assumendo a livello mondiale, sembra trattarsi, quantomeno prima facie, di modalità che rispondono in modo efficace a bisogni finanziari concreti, nel senso che la presenza delle piattaforme genera una serie di vantaggi sia per i crowd-borrower sia per i crowd-investor, producendo, tuttavia, anche potenziali nuovi rischi di lesione di quegli stessi interessi non da oggi alla base della regolazione del sistema finanziario (tutela del risparmio, degli investitori e, più in generale, dei clienti; riduzione di asimmetrie informative, azzardo morale e selezione avversa; stabilità, buon funzionamento e competitività del sistema finanziario; fiducia nel sistema medesimo). Ciò conduce alla necessità non solo di ricondurre questo tipo di attività a tale alveo, ma anche di farlo, date le peculiarità del modello di business in discorso, con una normativa dedicata e disegnata secondo un approccio activity-based, che risponda ad una logica funzionale (in ragione delle peculiari funzioni svolte dalle piattaforme), proporzionale (in considerazione dei volumi, complessità dell’attività e dei prodotti) e in grado di tutelare sia i crowd-investor che i crowd-borrower.
Marketplace lending is one of the most interesting phenomena in the FinTech area, not only for the registered growth rates in terms of volumes in the last few years, especially in countries other than Italy, but also and especially for the innovative character of the business models deployed: models able to cast doubts on the traditional sectorial separations and categories of the financial sector, therefore raising relevant issues from the point of view of regulatory strategies. It represents an alternative form of financing which can be reconnected, on the one hand, to the application of digital intermediation techniques developed in the e-commerce area and, on the other hand, to the more general crowdfunding phenomenon. In fact, marketplace lending is characterized, within the crowdfunding genus, by realizing the collection of financing by private entities (individuals or firms), through a digital platform (generally accessible by the internet). We have decided to refer to such phenomenon with the term ‘marketplace lending’, which allows to underline the most peculiar feature of this business model, i.e. being an activity organized in such a way to put together (in a new and original way, compared to traditional intermediaries’ models, thanks to the presence of platforms) the lending perspective with the one of capital markets and trading venues.. We are in fact observing a new business model, which - thanks to technological innovation and, in particular, to the use of enabling technologies (such as platform structures and big data analytics) – allows the fulfillment of classical financial needs (e.g. the financing needs of individuals or legal persons and investment needs), but with models and structures different from traditional ones. Furthermore, considering the incredible and constant growth in size of marketplace lending worldwide, such new models and structures seem, at least at first sight, to effectively respond to concrete financial needs, with the platform presence creating a range of advantages both for crowd-borrowers and for crowd-investors. Nonetheless, the same also creates potential new risks, endangering in particular the same interests traditionally grounding and protected by financial regulation (depositor and investor protection and, more generally, client protection; reduction of asymmetric information, moral hazard and adverse selection problems; stability, correct functioning and competitiveness of the financial system; trust in the financial system). This highlights the need, not only to place marketplace lending within the scope of financial regulation, but also to do so in consideration of the peculiar features of this business model, through an ad hoc regime, designed employing an activity-based approach and a functional (therefore, also reflecting the particular functions performed by digital platforms) and proportional perspective (in consideration of volumes, complexity of activities and products) as well as able to protect both crowd-investors and crowdborrowers.
9788894369755
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Sciarrone Alibrandi et al 2019 Sintesi del lavoro in marketplace lending - quaderno Consob FinTech_5.pdf

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