Ps. Alexander’s (probably Michael of Ephesus’) Commentary of the two last books (M-N) of Aristotle’s “Metaphysics” is for the first time translated (even Sepulveda's latin version of the Commetary stops at Metaph. "Lambda"). As explained in the Introductions and Notes to the translation, its pages give us many of the most important information we can have about Pythagoreans’, Plato’s, Old Academicians’ and Aristotle’s philosophies of mathematics. But the strong point of the work is the way in which the Author “transformes” Aristotle’s arguments, presenting their terminology and concepts under an evident neo-platonic influence, that becomes especially clear in the passages where he mentions or discusses mathematical “abstraction”.

Viene presentato per la prima volta in traduzione introdotta e annotata il commento attribuito ad Alessandro di Afrodisia – ma scritto da uno pseudo-Alessandro (probabilmente Michele di Efeso) – agli ultimi due libri della “Metafisica” di Aristotele (la stessa versione latina di Sepulveda termina al libro "Lambda"). Come indicato nelle Introduzioni e nelle note alla traduzione, si tratta di un testo che contiene le informazioni più importanti a noi pervenute sulle filosofie della matematica di Platone, degli Accademici Antichi, di Aristotele, e di parte dei Pitagorici. Ma il modo in cui l’Autore ci informa è significativo, perché “trasforma” dal punto di vista terminologico e concettuale la pagina aristotelica sotto un indubbio influsso neo-platonico, che emerge specialmente a proposito della cosiddetta teoria dell’“astrazione matematica”.

Alessandro di Afrodisia, Commento al libro M della "Metafisica"; Commento al libro N della "Metafisica"

CATTANEI E
2007

Abstract

Viene presentato per la prima volta in traduzione introdotta e annotata il commento attribuito ad Alessandro di Afrodisia – ma scritto da uno pseudo-Alessandro (probabilmente Michele di Efeso) – agli ultimi due libri della “Metafisica” di Aristotele (la stessa versione latina di Sepulveda termina al libro "Lambda"). Come indicato nelle Introduzioni e nelle note alla traduzione, si tratta di un testo che contiene le informazioni più importanti a noi pervenute sulle filosofie della matematica di Platone, degli Accademici Antichi, di Aristotele, e di parte dei Pitagorici. Ma il modo in cui l’Autore ci informa è significativo, perché “trasforma” dal punto di vista terminologico e concettuale la pagina aristotelica sotto un indubbio influsso neo-platonico, che emerge specialmente a proposito della cosiddetta teoria dell’“astrazione matematica”.
Ps. Alexander’s (probably Michael of Ephesus’) Commentary of the two last books (M-N) of Aristotle’s “Metaphysics” is for the first time translated (even Sepulveda's latin version of the Commetary stops at Metaph. "Lambda"). As explained in the Introductions and Notes to the translation, its pages give us many of the most important information we can have about Pythagoreans’, Plato’s, Old Academicians’ and Aristotle’s philosophies of mathematics. But the strong point of the work is the way in which the Author “transformes” Aristotle’s arguments, presenting their terminology and concepts under an evident neo-platonic influence, that becomes especially clear in the passages where he mentions or discusses mathematical “abstraction”.
978-88-452-5992-0
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