A recentior Greek ms. of Demosthenes in Sweden, Skokloster VII.4.14, shows evidence of an Italian birth, probably belonged to the private library of Lucrezio Palladio degli Olivi in Udine in 1670, was in Sweden early in the XVIII century, then was rebound in Stockholm in 1739 for the count Carl Gustav Bielke, a diplomat who travelled through Europe and gathered a large library in the castle of Salsta, which eventually entered the collection of Skokloster (Sweden), where the ms. is now well preserved. Among the various Greek scribes, one is Michael Suliardo (end of the XV-beginning of the XVI century) and some intriguing hypotheses are arising about his whereabouts. Other details are showing up about the dispersed library of Lucrezio Palladio in Udine, both for the manuscripts and for the rare printed editions. Here are traced, among the others, a Venetian incunabulum with a Latin ms. fragment of an anonymous commentary to Terentius (XV cent.), a Venetian incunabulum of 1481, a printed Pomponius Letus'edition (1500), an Odyssey (1549), a copy of Bellarmino's Tractatus de potestate summi pontificis (1610) and an editio princeps of Galileo Galilei (1613). There is still much to be discovered about some private libraries in Friuli, Italy.

Lo studio dei recentiores di Demostene può ancora riservare sorprese, se il ms. Skokloster VII.4.14, già in Svezia dal 1739 in possesso dei conti Bielke-Brahe, poi di dominio pubblico almeno dal 1929, comincia solo oggi a rivelare la sua storia. Vi sono indizi di una genesi italiana a fine Quattrocento, ad opera del copista Michele Suliardo, attivo nell'ambito di Giano Lascari e non solo. Nel 1670 il manoscritto giunge in possesso di un Lucrezio Palladio che, a quanto pare, è il nobile udinese Lucrezio Palladio degli Olivi, erede di un ricco patrimonio librario e bibliofilo lui stesso, i cui volumi preziosi sono dispersi in varie nazioni. Qui sono rintracciati, tra gli altri, un incunabolo veneziano del 1475 in cui è inserito un bifoglio latino di commentario anonimo a Terenzio (XV sec.), un incunabolo veneziano del 1481, un'edizione a stampa di Pomponio Leto (1500), un'Odissea del 1549, una copia del Tractatus de potestate summi pontificis di Bellarmino (1610) e un'editio princeps di Galileo Galilei (1613). Molto resta ancora da investigare sulle ricche biblioteche private del Friuli.

"Libri dottissimi" e colti possessori. Genesi e provenienza di un Demostene tra Udine e Skokloster

Pia Carolla
2012

Abstract

Lo studio dei recentiores di Demostene può ancora riservare sorprese, se il ms. Skokloster VII.4.14, già in Svezia dal 1739 in possesso dei conti Bielke-Brahe, poi di dominio pubblico almeno dal 1929, comincia solo oggi a rivelare la sua storia. Vi sono indizi di una genesi italiana a fine Quattrocento, ad opera del copista Michele Suliardo, attivo nell'ambito di Giano Lascari e non solo. Nel 1670 il manoscritto giunge in possesso di un Lucrezio Palladio che, a quanto pare, è il nobile udinese Lucrezio Palladio degli Olivi, erede di un ricco patrimonio librario e bibliofilo lui stesso, i cui volumi preziosi sono dispersi in varie nazioni. Qui sono rintracciati, tra gli altri, un incunabolo veneziano del 1475 in cui è inserito un bifoglio latino di commentario anonimo a Terenzio (XV sec.), un incunabolo veneziano del 1481, un'edizione a stampa di Pomponio Leto (1500), un'Odissea del 1549, una copia del Tractatus de potestate summi pontificis di Bellarmino (1610) e un'editio princeps di Galileo Galilei (1613). Molto resta ancora da investigare sulle ricche biblioteche private del Friuli.
A recentior Greek ms. of Demosthenes in Sweden, Skokloster VII.4.14, shows evidence of an Italian birth, probably belonged to the private library of Lucrezio Palladio degli Olivi in Udine in 1670, was in Sweden early in the XVIII century, then was rebound in Stockholm in 1739 for the count Carl Gustav Bielke, a diplomat who travelled through Europe and gathered a large library in the castle of Salsta, which eventually entered the collection of Skokloster (Sweden), where the ms. is now well preserved. Among the various Greek scribes, one is Michael Suliardo (end of the XV-beginning of the XVI century) and some intriguing hypotheses are arising about his whereabouts. Other details are showing up about the dispersed library of Lucrezio Palladio in Udine, both for the manuscripts and for the rare printed editions. Here are traced, among the others, a Venetian incunabulum with a Latin ms. fragment of an anonymous commentary to Terentius (XV cent.), a Venetian incunabulum of 1481, a printed Pomponius Letus'edition (1500), an Odyssey (1549), a copy of Bellarmino's Tractatus de potestate summi pontificis (1610) and an editio princeps of Galileo Galilei (1613). There is still much to be discovered about some private libraries in Friuli, Italy.
978-83-7518-498-3
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