Il libro contiene tre racconti brevi sul porto di Genova. Tre vicende puntuali posizionate nell’incerto campo di confine fra città e porto, biografie singolari capaci di suggerire eloquenti metafore. Sono narrazioni circoscritte e volutamente non esaustive che raccontano alcune delle trasformazioni del margine nell’ultimo secolo e mezzo; in ognuna di esse, la figura del confine viene demolita, dilatata, esasperata o negata, ma emerge sempre come protagonista per raccontare in quante forme e consistenze sia capace di materializzarsi. Un colle, un transatlantico e un nome raccontano la storia di una demolizione, di un metamorfosi e di un errore. Alle storie si affianca il progetto fotografico inedito ad opera di Diletta Nicosia. Gli scatti interpretano il margine come un paesaggio complesso fatto di sovrapposizioni in cui si concretizzano il temperamento e l’identità dei luoghi. Quel che resta nel riquadro della foto sono pezzi di città e di porto l’uno sull’altro: stralci di infrastrutture e di industrie, macchinari e recinzioni metalliche, ritagli di mare.  La prefazione del libro tratta la narrazione e il progetto della linea di costa ed è di Carmen Andriani.

Un colle, un transatlantico e un nome. Tre storie sul porto di Genova

Moretti, B
2018

Abstract

Il libro contiene tre racconti brevi sul porto di Genova. Tre vicende puntuali posizionate nell’incerto campo di confine fra città e porto, biografie singolari capaci di suggerire eloquenti metafore. Sono narrazioni circoscritte e volutamente non esaustive che raccontano alcune delle trasformazioni del margine nell’ultimo secolo e mezzo; in ognuna di esse, la figura del confine viene demolita, dilatata, esasperata o negata, ma emerge sempre come protagonista per raccontare in quante forme e consistenze sia capace di materializzarsi. Un colle, un transatlantico e un nome raccontano la storia di una demolizione, di un metamorfosi e di un errore. Alle storie si affianca il progetto fotografico inedito ad opera di Diletta Nicosia. Gli scatti interpretano il margine come un paesaggio complesso fatto di sovrapposizioni in cui si concretizzano il temperamento e l’identità dei luoghi. Quel che resta nel riquadro della foto sono pezzi di città e di porto l’uno sull’altro: stralci di infrastrutture e di industrie, macchinari e recinzioni metalliche, ritagli di mare.  La prefazione del libro tratta la narrazione e il progetto della linea di costa ed è di Carmen Andriani.
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