La pubblicazione espone parte degli esiti della Ricerca di Ateneo (FRA 2016) dal titolo: il disegno per il progetto e l’indagine, di cui l’autore è responsabile scientifico e nasce dalla necessità di ri-definire il ruolo del disegno analogico in campo professionale e presso le scuole di Architettura e Design alla luce della nuova idea che sta maturando attorno alle discipline della rappresentazione, in virtù di una nascente sensibilità verso il disegno “a mano libera” quale mezzo espressivo per la visualizzazione delle idee e la conoscenza del costruito. Il nuovo concetto di ‘disegno’ conduce inevitabilmente ad una nuova ricerca nel campo della pratica stessa del disegno che, muovendo dalla conoscenza dei metodi della rappresentazione giunga ad un controllo immediato e istintivo della rappresentazione stessa. Il disegno diventa allora un vero e proprio mezzo espressivo necessario non solo per l’immediata visualizzazione delle idee, ma particolarmente efficace anche per l’indagine sul patrimonio costruito, per lo studio delle sue forme, delle proporzioni, delle qualità, dei materiali, fino a rappresentarne in modo essenziale i contenuti. Sembra dunque aprirsi una nuova strada per la disciplina madre dell’architettura che attribuisce valenze e funzioni differenti al disegno analogico rispetto a quello digitale: il primo sempre più incline alla sintesi ed all’immediatezza della visualizzazione, l’altro più efficace nello sviluppo del progetto e nella simulazione virtuale.

L’ARCHITETTURA E LA SUA IMMAGINE Il disegno fra indagine e progetto

Malagugini, Massimo
2018

Abstract

La pubblicazione espone parte degli esiti della Ricerca di Ateneo (FRA 2016) dal titolo: il disegno per il progetto e l’indagine, di cui l’autore è responsabile scientifico e nasce dalla necessità di ri-definire il ruolo del disegno analogico in campo professionale e presso le scuole di Architettura e Design alla luce della nuova idea che sta maturando attorno alle discipline della rappresentazione, in virtù di una nascente sensibilità verso il disegno “a mano libera” quale mezzo espressivo per la visualizzazione delle idee e la conoscenza del costruito. Il nuovo concetto di ‘disegno’ conduce inevitabilmente ad una nuova ricerca nel campo della pratica stessa del disegno che, muovendo dalla conoscenza dei metodi della rappresentazione giunga ad un controllo immediato e istintivo della rappresentazione stessa. Il disegno diventa allora un vero e proprio mezzo espressivo necessario non solo per l’immediata visualizzazione delle idee, ma particolarmente efficace anche per l’indagine sul patrimonio costruito, per lo studio delle sue forme, delle proporzioni, delle qualità, dei materiali, fino a rappresentarne in modo essenziale i contenuti. Sembra dunque aprirsi una nuova strada per la disciplina madre dell’architettura che attribuisce valenze e funzioni differenti al disegno analogico rispetto a quello digitale: il primo sempre più incline alla sintesi ed all’immediatezza della visualizzazione, l’altro più efficace nello sviluppo del progetto e nella simulazione virtuale.
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