After having heard in the first book of the Metamorphoses fantastic novels of magic, Lucius wakes up at the beginning of the second book in Ipata, par excellence place of sorceresses. Everything he sees, visiting the city that morning, appears to him transformed by that fresh literary experience of magical stories, in a metamorphosis of the gaze that precedes and anticipates that real metamorphosis that will involve him in the first person, and that transforms the world around him . The profound change of perspective resulting from the reading of a book is also present in the eighth book of the Confessions of Augustine, where the conversion of Ponticianus is described as an inner metamorphosis that occurs during the reading of the Life of Antonius, and because of that. The motif will then pass from Apuleius to Cervantes, where again the genre literature (this time no longer the tales of magic, but chivalrous novels) become the distorting lens that transforms, sublimates and magnifies the reality of the universe of Don Quixote. This metamorphosis, originated by the protagonist's passionate readings, no longer even needs - as in the most notoriously modeled episode on Apuleius, the scene of the skins - of a concrete intervention of magic: if Lucius' skins could be mistaken for bandits because magically animated by Pamphyles, the Don Quixote wineskins become giants to be slaughtered only through a deformation of reality operated exclusively by literature. The Quixote will powerfully influence the English literature of the eighteenth and nineteenth centuries, and again through Cervantes the motif emerges in a theatrical operetta by Goethe, Das Triumph der Empfindsamkeit, closely related to Quixote, and will return again - calling into question the genre of sentimental novel - in Flaubert's Bovary.

Dopo aver ascoltato nel primo libro delle Metamorfosi fantastiche novelle di magia, Lucio si sveglia all'inizio del secondo libro ad Ipata, per eccellenza luogo di maghe. Tutto quello che vede visitando quel mattino la città gli appare trasformato da quella fresca esperienza letteraria di storie magiche, in una metamorfosi dello sguardo che precede e anticipa quella metamorfosi reale che lo coinvolgerà in prima persona, e che trasforma il mondo intorno a lui. Il profondo mutamento di prospettiva conseguente alla lettura di un libro è presente anche nel libro ottavo delle Confessioni di Agostino, dove la conversione di Ponticiano è descritta come una metamorfosi interiore che avviene durante la lettura della Vita di Antonio, e a causa di quella. Il motivo passerà quindi da Apuleio a Cervantes, dove nuovamente la letteratura di genere (questa volta non più le novelle di magia, ma i romanzi cavallereschi) divengono la lente deformante che trasforma, sublima e ingigantisce la realtà dell'universo di Don Chisciotte. Questa metamorfosi originata dalle appassionate letture del protagonista non ha nemmeno più bisogno - come nell'episodio più notoriamente modellato su Apuleio, la scena degli otri - di un intervento concreto della magia: se gli otri di Lucio potevano essere scambiati per briganti perché magicamente animati da Panfile, gli otri del Chisciotte divengono giganti da sgozzare solo attraverso una deformazione della realtà operata esclusivamente dalla letteratura. Il Chisciotte influenzerà potentemente la letteratura inglese del Settecento e dell'Ottocento, e ancora attraverso Cervantes il motivo emerge in un'operetta teatrale di Goethe, Das Triumph der Empfindsamkeit, strettamente connessa al Chisciotte, e ritornerà nuovamente - chiamando in causa il genere del romanzo sentimentale - nella Bovary di Flaubert.

Esperienza letteraria e metamorfosi dello sguardo sul mondo. Il primo capitolo del secondo libro delle Metamorfosi di Apuleio (con qualche cenno sulla storia del motivo nella letteratura europea)

MORETTI, GABRIELLA
2018

Abstract

Dopo aver ascoltato nel primo libro delle Metamorfosi fantastiche novelle di magia, Lucio si sveglia all'inizio del secondo libro ad Ipata, per eccellenza luogo di maghe. Tutto quello che vede visitando quel mattino la città gli appare trasformato da quella fresca esperienza letteraria di storie magiche, in una metamorfosi dello sguardo che precede e anticipa quella metamorfosi reale che lo coinvolgerà in prima persona, e che trasforma il mondo intorno a lui. Il profondo mutamento di prospettiva conseguente alla lettura di un libro è presente anche nel libro ottavo delle Confessioni di Agostino, dove la conversione di Ponticiano è descritta come una metamorfosi interiore che avviene durante la lettura della Vita di Antonio, e a causa di quella. Il motivo passerà quindi da Apuleio a Cervantes, dove nuovamente la letteratura di genere (questa volta non più le novelle di magia, ma i romanzi cavallereschi) divengono la lente deformante che trasforma, sublima e ingigantisce la realtà dell'universo di Don Chisciotte. Questa metamorfosi originata dalle appassionate letture del protagonista non ha nemmeno più bisogno - come nell'episodio più notoriamente modellato su Apuleio, la scena degli otri - di un intervento concreto della magia: se gli otri di Lucio potevano essere scambiati per briganti perché magicamente animati da Panfile, gli otri del Chisciotte divengono giganti da sgozzare solo attraverso una deformazione della realtà operata esclusivamente dalla letteratura. Il Chisciotte influenzerà potentemente la letteratura inglese del Settecento e dell'Ottocento, e ancora attraverso Cervantes il motivo emerge in un'operetta teatrale di Goethe, Das Triumph der Empfindsamkeit, strettamente connessa al Chisciotte, e ritornerà nuovamente - chiamando in causa il genere del romanzo sentimentale - nella Bovary di Flaubert.
After having heard in the first book of the Metamorphoses fantastic novels of magic, Lucius wakes up at the beginning of the second book in Ipata, par excellence place of sorceresses. Everything he sees, visiting the city that morning, appears to him transformed by that fresh literary experience of magical stories, in a metamorphosis of the gaze that precedes and anticipates that real metamorphosis that will involve him in the first person, and that transforms the world around him . The profound change of perspective resulting from the reading of a book is also present in the eighth book of the Confessions of Augustine, where the conversion of Ponticianus is described as an inner metamorphosis that occurs during the reading of the Life of Antonius, and because of that. The motif will then pass from Apuleius to Cervantes, where again the genre literature (this time no longer the tales of magic, but chivalrous novels) become the distorting lens that transforms, sublimates and magnifies the reality of the universe of Don Quixote. This metamorphosis, originated by the protagonist's passionate readings, no longer even needs - as in the most notoriously modeled episode on Apuleius, the scene of the skins - of a concrete intervention of magic: if Lucius' skins could be mistaken for bandits because magically animated by Pamphyles, the Don Quixote wineskins become giants to be slaughtered only through a deformation of reality operated exclusively by literature. The Quixote will powerfully influence the English literature of the eighteenth and nineteenth centuries, and again through Cervantes the motif emerges in a theatrical operetta by Goethe, Das Triumph der Empfindsamkeit, closely related to Quixote, and will return again - calling into question the genre of sentimental novel - in Flaubert's Bovary.
978-88-6705-812-9
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11567/886051
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