Pur non volendo addentrarci nei meandri della fisiologia del cervello umano per cercare di spiegare le ragioni che portano in generale a preferire forme e suoni che si sviluppano secondo un “ordine” o meglio un “ritmo” su ciò che è invece dovuto al puro caso resta, a nostro avviso, incontestabile che anche l’osservatore più distratto riuscirà difficilmente a rimanere indifferente di fronte alla vista delle oltre ottocento colonne di granito, diaspro e marmi preziosi che scandiscono gli spazi interni della “Mezquita” a Còrdoba o alle fantasmagoriche decorazioni dei muri e delle volte della Alhambra a Granada. Ciò che ci interessa maggiormente, e costituisce l’idea portante di questa lavoro, è evidenziare come ritmo e ordine non nascono casualmente ma sono spesso codificati da leggi matematiche talmente naturali da divenire ineludibili anche secoli prima di una loro qualsiasi formalizzazione e sostenere che, volenti o nolenti, la ferrea logica della matematica finisce per imporre l’osservanza delle sue leggi anche a chi le ignora.

Algebra e arte. La magia dei gruppi di simmetria

Mantero Anna Maria;Ferrari Aldo
2017

Abstract

Pur non volendo addentrarci nei meandri della fisiologia del cervello umano per cercare di spiegare le ragioni che portano in generale a preferire forme e suoni che si sviluppano secondo un “ordine” o meglio un “ritmo” su ciò che è invece dovuto al puro caso resta, a nostro avviso, incontestabile che anche l’osservatore più distratto riuscirà difficilmente a rimanere indifferente di fronte alla vista delle oltre ottocento colonne di granito, diaspro e marmi preziosi che scandiscono gli spazi interni della “Mezquita” a Còrdoba o alle fantasmagoriche decorazioni dei muri e delle volte della Alhambra a Granada. Ciò che ci interessa maggiormente, e costituisce l’idea portante di questa lavoro, è evidenziare come ritmo e ordine non nascono casualmente ma sono spesso codificati da leggi matematiche talmente naturali da divenire ineludibili anche secoli prima di una loro qualsiasi formalizzazione e sostenere che, volenti o nolenti, la ferrea logica della matematica finisce per imporre l’osservanza delle sue leggi anche a chi le ignora.
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