Qual è il significato profondo della valutazione? Come declinare il capitale sociale in relazione alle politiche e alla loro valutazione? Quale il contributo che la valutazione può dare al miglioramento delle politiche e alla crescita del capitale sociale? Quali gli approcci valutativi più promettenti di sviluppi interessanti in questo senso? Questi gli interrogativi fondamentali che guidano, in cerca di possibili risposte, le riflessioni presentate nel volume. Nel quadro di riferimento, costituito dalle politiche pubbliche, la valutazione è lo strumento che gli attori, a vario titolo implicati nel processo decisionale, progettuale e attuativo, possono utilizzare per comprendere se, come, quanto, a quali condizioni, l’azione pubblica conseguirà, consegue o ha conseguito gli effetti voluti: uno strumento che gli attori possono utilizzare per apprendere. Questa impresa conoscitiva richiede di tenere in conto diverse dimensioni, che caratterizzano e rendono complesso il processo valutativo, nella consapevolezza della pluralità di approcci, metodologie e strumenti disponibili. Il concetto di capitale sociale, il cui contenuto specifico, in questa riflessione, coincide con l’insieme di conoscenze, informazioni e interpretazioni inerenti la policy e messe in comune dagli attori in relazione, offre potenzialità di rilievo per la lettura del processo di programmazione-valutazione e per comprendere se e come la valutazione possa contribuire al miglioramento sociale. Attori diversi sono ‘naturalmente’ portatori di punti di vista differenziati che, attraverso interazioni reciproche, continuano a ridefinire; la natura dinamica e mutevole dei contesti di policy implica ulteriori continue inevitabili modificazioni. La maggiore o minore confrontabilità e compatibilità dei frame cognitivi è fortemente condizionata dalle relazioni tra gli attori che sono, perciò, presupposto strutturale per la produzione e l’uso del capitale sociale. Di qui il rilievo accordato alla valutazione partecipata, che mette gli attori in relazione e diviene uno strumento per promuovere un processo di apprendimento che, a partire dal confronto e dalla comprensione reciproca delle rispettive posizioni e percezioni, conduce l’attore collettivo alla co-produzione di una teoria del programma partecipata, capitale sociale disponibile per l’azione collettiva

Valutare per apprendere. Capitale sociale e teoria del programma

TORRIGIANI, CLAUDIO
2010

Abstract

Qual è il significato profondo della valutazione? Come declinare il capitale sociale in relazione alle politiche e alla loro valutazione? Quale il contributo che la valutazione può dare al miglioramento delle politiche e alla crescita del capitale sociale? Quali gli approcci valutativi più promettenti di sviluppi interessanti in questo senso? Questi gli interrogativi fondamentali che guidano, in cerca di possibili risposte, le riflessioni presentate nel volume. Nel quadro di riferimento, costituito dalle politiche pubbliche, la valutazione è lo strumento che gli attori, a vario titolo implicati nel processo decisionale, progettuale e attuativo, possono utilizzare per comprendere se, come, quanto, a quali condizioni, l’azione pubblica conseguirà, consegue o ha conseguito gli effetti voluti: uno strumento che gli attori possono utilizzare per apprendere. Questa impresa conoscitiva richiede di tenere in conto diverse dimensioni, che caratterizzano e rendono complesso il processo valutativo, nella consapevolezza della pluralità di approcci, metodologie e strumenti disponibili. Il concetto di capitale sociale, il cui contenuto specifico, in questa riflessione, coincide con l’insieme di conoscenze, informazioni e interpretazioni inerenti la policy e messe in comune dagli attori in relazione, offre potenzialità di rilievo per la lettura del processo di programmazione-valutazione e per comprendere se e come la valutazione possa contribuire al miglioramento sociale. Attori diversi sono ‘naturalmente’ portatori di punti di vista differenziati che, attraverso interazioni reciproche, continuano a ridefinire; la natura dinamica e mutevole dei contesti di policy implica ulteriori continue inevitabili modificazioni. La maggiore o minore confrontabilità e compatibilità dei frame cognitivi è fortemente condizionata dalle relazioni tra gli attori che sono, perciò, presupposto strutturale per la produzione e l’uso del capitale sociale. Di qui il rilievo accordato alla valutazione partecipata, che mette gli attori in relazione e diviene uno strumento per promuovere un processo di apprendimento che, a partire dal confronto e dalla comprensione reciproca delle rispettive posizioni e percezioni, conduce l’attore collettivo alla co-produzione di una teoria del programma partecipata, capitale sociale disponibile per l’azione collettiva
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