DOSTOEVSKIJ E L’IDIOTA: I PRINCIPI DEL PARADOSSO Postfazione a F. Dostoevskij, L’Idiota, Milano, Rizzoli, pp. 676-766. ISBN 978-88-17-06795-9 Questo lungo saggio sul grande romanzo dostoevskiano (che conclude un attento lavoro filologico di traduzione) riapre e sviluppa alcune ipotesi interpretative non sufficientemente note e valorizzate nella ricezione del grande artista russo. Si evidenzia come, attribuendo più attenzione alla tradizione critica di impronta ideologica rispetto a quella prettamente filologico-letteraria, si siano diffusi stereotipi interpretativi che il testo stesso del romanzo contraddice. In particolare, talune incongruenze interpretative sono dovute a cliché critici scaturiti dall’idea che si possa (o si debba) leggere l’opera del Dostoevskij-artista alla luce a) della biografia del Dostoevskij-uomo e b) dell’ideologia del Dostoevskij-pensatore. In particolare, Viene qui argomentata la sostanziale autonomia del testo letterario rispetto ai dati biografici (non sempre, peraltro, affidabili), così come l’opportunità di non forzare la lettura dell’opera artistica alla luce del progetto consapevole dell’autore, il quale veniva poi puntualmente disatteso nella realizzazione creativa del testo letterario. Viene quindi mostrato come, a livello linguistico, strutturale e tematico, il paradosso emerga come poetica dominante del testo dell’Idiota, coerentemente, peraltro, alla poetica dominante delle altre opere dello scrittore. Ripercorrendo gli studi di René Girard (in primis) e quelli di numerosi altri interpreti di Dostoevskij, si offrono dettagliate argomentazioni all’idea che gli stessi concetti bachtiniani di ‘polifonia’ e ‘carnevalizzazione’ (oggi messi in discussione dalla ‘critica ideologica’) possano essere valorizzati, coniugandoli con una lettura prudentemente psicoanalitica che, lasciando fuori dall’analisi testuale la biografia dell’uomo-Dostoevskij, evidenzi tuttavia nel testo stesso del romanzo l’ossessiva, pervasiva, onnipresente tematica paradossale del Doppio. Il tema dello sdoppiamento, ripercorso attraverso l’analisi dei migliori contributi critici precedenti, e l’analisi delle interrelazioni tra i personaggi del romanzo assecondano l’ipotesi che l’arte letteraria dostoevskiana non rispecchi affatto la monologica cosmogonia del Dostoevskij-ideologo, bensì quel potente e lacerante meccanismo psico-cognitivo della modernità che Girard definisce “il desiderio dell’altro”. Raffigurando i perversi labirinti della psiche umana, Dostoevskij cessava di assecondare le propria ideologia personale per dar invece voce, attraverso personaggi profondamente paradossali, alla fragilità identitaria dell’uomo moderno. Una fragilità triste e buffa, ben lontana dalla tragedia e irrinunciabile antesignana delle forme più raffinate dell’umorismo novecentesco.

Dostoevkij e l'idiota: i principi del paradosso

SALMON, LAURA
2013

Abstract

DOSTOEVSKIJ E L’IDIOTA: I PRINCIPI DEL PARADOSSO Postfazione a F. Dostoevskij, L’Idiota, Milano, Rizzoli, pp. 676-766. ISBN 978-88-17-06795-9 Questo lungo saggio sul grande romanzo dostoevskiano (che conclude un attento lavoro filologico di traduzione) riapre e sviluppa alcune ipotesi interpretative non sufficientemente note e valorizzate nella ricezione del grande artista russo. Si evidenzia come, attribuendo più attenzione alla tradizione critica di impronta ideologica rispetto a quella prettamente filologico-letteraria, si siano diffusi stereotipi interpretativi che il testo stesso del romanzo contraddice. In particolare, talune incongruenze interpretative sono dovute a cliché critici scaturiti dall’idea che si possa (o si debba) leggere l’opera del Dostoevskij-artista alla luce a) della biografia del Dostoevskij-uomo e b) dell’ideologia del Dostoevskij-pensatore. In particolare, Viene qui argomentata la sostanziale autonomia del testo letterario rispetto ai dati biografici (non sempre, peraltro, affidabili), così come l’opportunità di non forzare la lettura dell’opera artistica alla luce del progetto consapevole dell’autore, il quale veniva poi puntualmente disatteso nella realizzazione creativa del testo letterario. Viene quindi mostrato come, a livello linguistico, strutturale e tematico, il paradosso emerga come poetica dominante del testo dell’Idiota, coerentemente, peraltro, alla poetica dominante delle altre opere dello scrittore. Ripercorrendo gli studi di René Girard (in primis) e quelli di numerosi altri interpreti di Dostoevskij, si offrono dettagliate argomentazioni all’idea che gli stessi concetti bachtiniani di ‘polifonia’ e ‘carnevalizzazione’ (oggi messi in discussione dalla ‘critica ideologica’) possano essere valorizzati, coniugandoli con una lettura prudentemente psicoanalitica che, lasciando fuori dall’analisi testuale la biografia dell’uomo-Dostoevskij, evidenzi tuttavia nel testo stesso del romanzo l’ossessiva, pervasiva, onnipresente tematica paradossale del Doppio. Il tema dello sdoppiamento, ripercorso attraverso l’analisi dei migliori contributi critici precedenti, e l’analisi delle interrelazioni tra i personaggi del romanzo assecondano l’ipotesi che l’arte letteraria dostoevskiana non rispecchi affatto la monologica cosmogonia del Dostoevskij-ideologo, bensì quel potente e lacerante meccanismo psico-cognitivo della modernità che Girard definisce “il desiderio dell’altro”. Raffigurando i perversi labirinti della psiche umana, Dostoevskij cessava di assecondare le propria ideologia personale per dar invece voce, attraverso personaggi profondamente paradossali, alla fragilità identitaria dell’uomo moderno. Una fragilità triste e buffa, ben lontana dalla tragedia e irrinunciabile antesignana delle forme più raffinate dell’umorismo novecentesco.
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