Caduto sotto la dominazione spagnola verso la fine del XVI secolo, e soggetto a partire da quel momento a un regime doganale particolarmente vantaggioso, lo scalo del Finale matura una propensione marittimo-commerciale crescente, che preoccupa seriamente gli apparati di governo genovesi, a partire dalla Casa di San Giorgio, cioè l'ente che gestisce la fiscalità sugli scambi commerciali nel mar Ligure e regola la politica economica all'interno dei confini della Repubblica di Genova. Attraverso la ricca documentazione della Casa, e lo studio dei numerosi e ricchi rogiti notarili locali, il saggio cerca di ricostruire le caratteristiche del commercio finalese (merci, rotte, operatori), e di valutare il grado di danno che esso apporta agli interessi di Genova. Uno dei risultati più interessanti riguarda proprio la conduzione di questi traffici, effettuata in buona parte da patrizi genovesi, che individuano nel Finale una scala attraverso la quale far passare merce evadendo il fisco di San Giorgio, a conferma di una forte labilità del confine tra pubblico e privato in età di antico regime.

Lo sviluppo del commercio finalese sotto la Spagna: danno e minaccia per la Casa di San Giorgio

CALCAGNO, PAOLO
2007

Abstract

Caduto sotto la dominazione spagnola verso la fine del XVI secolo, e soggetto a partire da quel momento a un regime doganale particolarmente vantaggioso, lo scalo del Finale matura una propensione marittimo-commerciale crescente, che preoccupa seriamente gli apparati di governo genovesi, a partire dalla Casa di San Giorgio, cioè l'ente che gestisce la fiscalità sugli scambi commerciali nel mar Ligure e regola la politica economica all'interno dei confini della Repubblica di Genova. Attraverso la ricca documentazione della Casa, e lo studio dei numerosi e ricchi rogiti notarili locali, il saggio cerca di ricostruire le caratteristiche del commercio finalese (merci, rotte, operatori), e di valutare il grado di danno che esso apporta agli interessi di Genova. Uno dei risultati più interessanti riguarda proprio la conduzione di questi traffici, effettuata in buona parte da patrizi genovesi, che individuano nel Finale una scala attraverso la quale far passare merce evadendo il fisco di San Giorgio, a conferma di una forte labilità del confine tra pubblico e privato in età di antico regime.
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