Partendo da una vicenda specifica, quella dell'occupazione della città di Savona da parte delle truppe sabaude nel corso della guerra di successione austriaca, l'autore riflette sulla relazione indissolubile tra situazione emergenziale e produzione documentaria. La guerra costituisce per lo studioso una straordinaria opportunità di indagine. Le abituali dinamiche istituzionali e socio-economiche subiscono una netta destabilizzazione, che le sottopone a un delicato processo di adattamento, con risultati complessi e non banalmente univoci. In particolare, una città in guerra – meglio ancora se occupata, come in questo caso – offre di sé un’immagine più nitida. I vari attori in gioco (vale a dire i contendenti in conflitto, o nella fattispecie invasori e invasi) sono messi di fronte allo “straordinario”, e questo li porta a produrre una quantità di documentazione molto maggiore rispetto al solito. La riflessione – generalizzabile - che scaturisce da questa vicenda riguarda quindi più generalmente i rapporti fra Stato e territorio, con il secondo che richiama l'attenzione del primo specie quando viene acquisito o quando si rischia di perderlo.

Guerra e documenti, un chiaro rapporto di causa-effetto: il caso dell'occupazione "sarda" di Savona nel 1746-1749

CALCAGNO, PAOLO
2013

Abstract

Partendo da una vicenda specifica, quella dell'occupazione della città di Savona da parte delle truppe sabaude nel corso della guerra di successione austriaca, l'autore riflette sulla relazione indissolubile tra situazione emergenziale e produzione documentaria. La guerra costituisce per lo studioso una straordinaria opportunità di indagine. Le abituali dinamiche istituzionali e socio-economiche subiscono una netta destabilizzazione, che le sottopone a un delicato processo di adattamento, con risultati complessi e non banalmente univoci. In particolare, una città in guerra – meglio ancora se occupata, come in questo caso – offre di sé un’immagine più nitida. I vari attori in gioco (vale a dire i contendenti in conflitto, o nella fattispecie invasori e invasi) sono messi di fronte allo “straordinario”, e questo li porta a produrre una quantità di documentazione molto maggiore rispetto al solito. La riflessione – generalizzabile - che scaturisce da questa vicenda riguarda quindi più generalmente i rapporti fra Stato e territorio, con il secondo che richiama l'attenzione del primo specie quando viene acquisito o quando si rischia di perderlo.
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