Al centro di questo volume sta una città marittima, Savona, inserita all'interno del più ampio scenario ligure e mediterraneo, e vista sotto il profilo socio-economico lungo un arco cronologico molto dilatato, fra tardo Medioevo e primi del XX secolo. Scopo del lavoro è quello di circoscrivere le mutazioni e le permanenze delle strutture portanti dell’economia cittadina e di evidenziarne le ricadute sulla società. La città e i suoi operatori economici passano dall’approfittare delle opportunità legate ai grandi traffici internazionali nel corso del XV secolo ad occuparsi di un modesto - ma per certi versi proficuo - artigianato dopo le distruzioni portuali del 1528, per poi prendere ad investire in maniera decisa sulla terra nei secoli XVIII-XIX. Sarà l’industria che, spezzando equilibri in piedi da secoli, scuoterà la città e la riporterà ai vertici delle gerarchie dell’economia nazionale. La trama è dunque scomposta in grossi blocchi cronologici: il Quattrocento, ritenuto un “secolo d’oro” per via dei legami commerciali con il Levante mediterraneo e il Nord Europa; un’età moderna, tra XVI e XVIII secolo, fatta di riconversioni e assestamenti, all’interno di una dialettica “bloccata” fra un governo malevolo (ma troppo stigmatizzato dalla storiografia locale) e una città lagnosa; il breve intermezzo della dominazione napoleonica, quando ai grandi progetti economici e infrastrutturali corrispondono modeste realizzazioni; un sonnacchioso primo Ottocento entro il Regno Sardo, all’insegna della continuità e in una cornice ancora preindustriale; e l’impetuoso slancio a cavallo fra XIX e XX secolo, quando la città è sconvolta dalla rivoluzione industriale. Il lavoro si basa su documentazione in gran parte inedita, e gioca dichiaratamente la carta della comparazione: si è cercato cioè di osservare Savona in rapporto ad altre realtà analoghe, cioè città marittime tradizionalmente classificate “di secondo piano”, perlopiù centri che in antico regime sono stati sudditi di dominanti più grandi e potenti; per cercare di capire se sulla base di alcune variabili (posizione geografica, disponibilità di risorse, capitali e mezzi, collocazione politica, strategie economiche e commerciali) sia possibile intravedere un rapporto fra certi tipi di città e un certo tipo di “portualità” (ma più genericamente di evoluzione socio-economica).

Savona, porto di Piemonte. L'economia della città e del suo territorio dal Quattrocento alla Grande Guerra

CALCAGNO, PAOLO
2013

Abstract

Al centro di questo volume sta una città marittima, Savona, inserita all'interno del più ampio scenario ligure e mediterraneo, e vista sotto il profilo socio-economico lungo un arco cronologico molto dilatato, fra tardo Medioevo e primi del XX secolo. Scopo del lavoro è quello di circoscrivere le mutazioni e le permanenze delle strutture portanti dell’economia cittadina e di evidenziarne le ricadute sulla società. La città e i suoi operatori economici passano dall’approfittare delle opportunità legate ai grandi traffici internazionali nel corso del XV secolo ad occuparsi di un modesto - ma per certi versi proficuo - artigianato dopo le distruzioni portuali del 1528, per poi prendere ad investire in maniera decisa sulla terra nei secoli XVIII-XIX. Sarà l’industria che, spezzando equilibri in piedi da secoli, scuoterà la città e la riporterà ai vertici delle gerarchie dell’economia nazionale. La trama è dunque scomposta in grossi blocchi cronologici: il Quattrocento, ritenuto un “secolo d’oro” per via dei legami commerciali con il Levante mediterraneo e il Nord Europa; un’età moderna, tra XVI e XVIII secolo, fatta di riconversioni e assestamenti, all’interno di una dialettica “bloccata” fra un governo malevolo (ma troppo stigmatizzato dalla storiografia locale) e una città lagnosa; il breve intermezzo della dominazione napoleonica, quando ai grandi progetti economici e infrastrutturali corrispondono modeste realizzazioni; un sonnacchioso primo Ottocento entro il Regno Sardo, all’insegna della continuità e in una cornice ancora preindustriale; e l’impetuoso slancio a cavallo fra XIX e XX secolo, quando la città è sconvolta dalla rivoluzione industriale. Il lavoro si basa su documentazione in gran parte inedita, e gioca dichiaratamente la carta della comparazione: si è cercato cioè di osservare Savona in rapporto ad altre realtà analoghe, cioè città marittime tradizionalmente classificate “di secondo piano”, perlopiù centri che in antico regime sono stati sudditi di dominanti più grandi e potenti; per cercare di capire se sulla base di alcune variabili (posizione geografica, disponibilità di risorse, capitali e mezzi, collocazione politica, strategie economiche e commerciali) sia possibile intravedere un rapporto fra certi tipi di città e un certo tipo di “portualità” (ma più genericamente di evoluzione socio-economica).
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