Fino alla metà degli anni Venti dell’Ottocento, sebbene il melodramma fosse molto in voga, la città di Genova non aveva un vero e proprio teatro. Fu deciso dunque di edificarne uno, intitolato a Carlo Felice, nell’area di nuova espansione del centro urbano nei pressi di Palazzo Ducale. Il progetto (1825) redatto da Carlo Barabino, architetto civico, era contraddistinto da un grande pronao esastilo dorico che costituiva l’accesso separato per il Principe, sormontato da un timpano triangolare che aveva sulla sommità la gigantesca statua rappresentante il “Genio dell’Armonia” dello scultore Giuseppe Gaggini. Durante la seconda guerra mondiale una serie di bombardamenti, tra il 1942 al 1944, produssero incendi devastanti che causarono la distruzione di gran parte del teatro. Lunga è stata la vicenda della ricostruzione del Carlo Felice, che nel 1946 era tuttavia ancora utilizzato per alcune rappresentazioni nonostante i danni subiti. Nello stesso anno fu indetto un concorso per la progettazione del nuovo teatro di cui nel frattempo erano state demolite le parti ancora in elevato, a meno del pronao e dei portici del perimetro esterno. Il concorso, riproposto nel 1949 e nel 1950, fu vinto da P. Chessa ma non ebbe seguito e nel 1961 fu incaricato del progetto Carlo Scarpa che presentò diverse proposte fino al 1977. Nel 1978 Scarpa morì senza veder compiuta la sua opera e nel 1981 fu indetto un appalto-concorso per la ricostruzione del teatro. Tra i sette invitati, vinse il raggruppamento di imprese facente capo a M. Valle con il progetto architettonico di Rossi, Gardella, Reinhart e Sibilla.

Teatro Carlo Felice - Genova

DE MAESTRI, SARA;VECCHIATTINI, RITA
2007

Abstract

Fino alla metà degli anni Venti dell’Ottocento, sebbene il melodramma fosse molto in voga, la città di Genova non aveva un vero e proprio teatro. Fu deciso dunque di edificarne uno, intitolato a Carlo Felice, nell’area di nuova espansione del centro urbano nei pressi di Palazzo Ducale. Il progetto (1825) redatto da Carlo Barabino, architetto civico, era contraddistinto da un grande pronao esastilo dorico che costituiva l’accesso separato per il Principe, sormontato da un timpano triangolare che aveva sulla sommità la gigantesca statua rappresentante il “Genio dell’Armonia” dello scultore Giuseppe Gaggini. Durante la seconda guerra mondiale una serie di bombardamenti, tra il 1942 al 1944, produssero incendi devastanti che causarono la distruzione di gran parte del teatro. Lunga è stata la vicenda della ricostruzione del Carlo Felice, che nel 1946 era tuttavia ancora utilizzato per alcune rappresentazioni nonostante i danni subiti. Nello stesso anno fu indetto un concorso per la progettazione del nuovo teatro di cui nel frattempo erano state demolite le parti ancora in elevato, a meno del pronao e dei portici del perimetro esterno. Il concorso, riproposto nel 1949 e nel 1950, fu vinto da P. Chessa ma non ebbe seguito e nel 1961 fu incaricato del progetto Carlo Scarpa che presentò diverse proposte fino al 1977. Nel 1978 Scarpa morì senza veder compiuta la sua opera e nel 1981 fu indetto un appalto-concorso per la ricostruzione del teatro. Tra i sette invitati, vinse il raggruppamento di imprese facente capo a M. Valle con il progetto architettonico di Rossi, Gardella, Reinhart e Sibilla.
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