Il tema dello sviluppo economico del Mezzogiorno nel quadro del nuovo contesto competitivo, dopo anni di sostanziale silenzio, è tornato di recente al centro del dibattito culturale. Tale dibattito colloca la questione meridionale, a tutt’oggi irrisolta, nell’ambito della più ampia riflessione sul modello di sviluppo economico e industriale che l’Italia è chiamata ad adottare con urgenza per stare al passo del processo di costruzione europea. A questo riguardo l’esperienza di Pasquale Saraceno, fra i fondatori di Economia e Gestione delle Imprese e tra i più attivi civil servants impegnati nella costruzione del modello di sviluppo italiano del secondo dopoguerra, costituisce una lezione di estrema attualità. La sua analisi, così come quella del contesto culturale in cui si è sviluppata, assume dunque portata di particolare momento per comprendere non solo le scelte che hanno sostenuto l’Italia nel primo ciclo di sviluppo, ma anche per orientare le nuove politiche istituzionali ed imprenditoriali. Così come Saraceno e i civil servants dell’epoca avevano capito infatti che per recuperare il ritardo del processo di industrializzazione e traghettare l’Italia degli anni ’40 dentro il processo di unificazione europea era necessario disegnare un ordinamento economico nuovo, oggi la sfida è quella di recuperare la dimensione costituzionale dello sviluppo industriale, contribuendo alla definizione di un modello imprenditoriale di respiro europeo che ponga al centro responsabilità economica ed autonomia decisionale di tutti gli attori, in primis dell’attore pubblico, così da restituire all’Italia condizioni di sviluppo e prosperità

Impresa pubblica, sviluppo industriale e Mezzogiorno: l'attualità della lezione di Pasquale Saraceno

BRUZZI, SILVIA
2011

Abstract

Il tema dello sviluppo economico del Mezzogiorno nel quadro del nuovo contesto competitivo, dopo anni di sostanziale silenzio, è tornato di recente al centro del dibattito culturale. Tale dibattito colloca la questione meridionale, a tutt’oggi irrisolta, nell’ambito della più ampia riflessione sul modello di sviluppo economico e industriale che l’Italia è chiamata ad adottare con urgenza per stare al passo del processo di costruzione europea. A questo riguardo l’esperienza di Pasquale Saraceno, fra i fondatori di Economia e Gestione delle Imprese e tra i più attivi civil servants impegnati nella costruzione del modello di sviluppo italiano del secondo dopoguerra, costituisce una lezione di estrema attualità. La sua analisi, così come quella del contesto culturale in cui si è sviluppata, assume dunque portata di particolare momento per comprendere non solo le scelte che hanno sostenuto l’Italia nel primo ciclo di sviluppo, ma anche per orientare le nuove politiche istituzionali ed imprenditoriali. Così come Saraceno e i civil servants dell’epoca avevano capito infatti che per recuperare il ritardo del processo di industrializzazione e traghettare l’Italia degli anni ’40 dentro il processo di unificazione europea era necessario disegnare un ordinamento economico nuovo, oggi la sfida è quella di recuperare la dimensione costituzionale dello sviluppo industriale, contribuendo alla definizione di un modello imprenditoriale di respiro europeo che ponga al centro responsabilità economica ed autonomia decisionale di tutti gli attori, in primis dell’attore pubblico, così da restituire all’Italia condizioni di sviluppo e prosperità
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