This essay, which is part of a volume gathering contributions by American and Italian scholars, focuses on the patronage occasioned - in Rome and especially in Genoa - by the marriage of Anna Pamphilj and Giovanni Andrea III Doria Landi in 1671. Laura Stagno examines the use of visual arts, in various media, in the calculated negotiations which led to the marriage (in the course of which Anna’s portrait was painted by Jacob Voet, to be sent to her fiancé) and in the subsequent celebration of it. Matching data retrieved through archival research and existing works of art, a corpus of paintings and sculptures connected to the event can be recognized. The role of painter Domenico Piola and of sculptor Filippo Parodi – the latter acting as “director” of the marriage celebrations – is highlighted, and reference is made to the rich ephemeral “apparati” and decorations (such as sugar sculptures) created for the occasion and described in various chronicles and documents. VERSIONE ITALIANA Il saggio è parte di un volume che raccoglie contributi di studiosi americani ed italiani. Oggetto della ricerca sono le committenze artistiche - a Roma e a Genova - legate al matrimonio tra Anna Pamphilj e Giovanni Andrea III Doria Landi, nel 1671. L’autrice esamina l’utilizzo delle arti figurative durante i complessi negoziati (nel corso dei quali fu eseguito da Jacob Voet il ritratto di Anna, inviato al fidanzato) e poi in occasione della celebrazione delle nozze, esaminando anche dal punto di vista storico i caratteri ed il significato dell’alleanza nuziale. Attraverso il confronto dei dati emersi dalla ricerca archivistica con le opere d’arte esistenti, può essere riconosciuto un significativo corpus di opere connesse all’evento. Viene messo in luce il ruolo di Domenico Piola e di Filippo Parodi, quest’ultimo “regista” dei festeggiamenti genovesi; sono presi in esame gli apparati effimeri e le decorazioni (quali, ad esempio, le sculture in zucchero) creati per l’occasione, descritti in diverse cronache.

Committenze artistiche per il matrimonio di Anna Pamphilj e Giovanni Andrea III Doria Landi (1671)

STAGNO, LAURA
2011

Abstract

This essay, which is part of a volume gathering contributions by American and Italian scholars, focuses on the patronage occasioned - in Rome and especially in Genoa - by the marriage of Anna Pamphilj and Giovanni Andrea III Doria Landi in 1671. Laura Stagno examines the use of visual arts, in various media, in the calculated negotiations which led to the marriage (in the course of which Anna’s portrait was painted by Jacob Voet, to be sent to her fiancé) and in the subsequent celebration of it. Matching data retrieved through archival research and existing works of art, a corpus of paintings and sculptures connected to the event can be recognized. The role of painter Domenico Piola and of sculptor Filippo Parodi – the latter acting as “director” of the marriage celebrations – is highlighted, and reference is made to the rich ephemeral “apparati” and decorations (such as sugar sculptures) created for the occasion and described in various chronicles and documents. VERSIONE ITALIANA Il saggio è parte di un volume che raccoglie contributi di studiosi americani ed italiani. Oggetto della ricerca sono le committenze artistiche - a Roma e a Genova - legate al matrimonio tra Anna Pamphilj e Giovanni Andrea III Doria Landi, nel 1671. L’autrice esamina l’utilizzo delle arti figurative durante i complessi negoziati (nel corso dei quali fu eseguito da Jacob Voet il ritratto di Anna, inviato al fidanzato) e poi in occasione della celebrazione delle nozze, esaminando anche dal punto di vista storico i caratteri ed il significato dell’alleanza nuziale. Attraverso il confronto dei dati emersi dalla ricerca archivistica con le opere d’arte esistenti, può essere riconosciuto un significativo corpus di opere connesse all’evento. Viene messo in luce il ruolo di Domenico Piola e di Filippo Parodi, quest’ultimo “regista” dei festeggiamenti genovesi; sono presi in esame gli apparati effimeri e le decorazioni (quali, ad esempio, le sculture in zucchero) creati per l’occasione, descritti in diverse cronache.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/300727
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