Muovendo da alcuni interrogativi connessi con la modernità e con il tempo biologico, lavorativo e sociale che ciascun soggetto è chiamato a gestire quotidianamente, si giunge al passaggio dal “tempo liberato” al “tempo libero”. Ignorato il mercato del tempo libero che offre all’uomo contemporaneo la possibilità di acquistare con il denaro l’accesso a multiformi offerte, lo sguardo pedagogico e interpretativo si proietta sulla libera scelta, circa le modalità più consone per occupare il proprio tempo libero, da parte del soggetto in grado di conoscere se stesso, le proprie facoltà ludiche, la capacità di provare gioia nella libertà del tempo. Si dischiudono così spazi per la ludicità in ambiente abitativo, nello scolastico e nel lavorativo, nel sociale, nel massmediatico, nello sportivo, nonché nel narrativo. L’uomo si delinea legittimamente quale soggetto permanente di gioco. Tuttavia, per mantenere ancora vivido il genius ludi nell’età adulta, l’educazione al tempo ludico non può rivolgersi limitatamente all’età infantile, poiché l’uomo ha bisogno, nella sua esistenza, tanto di formazione quanto di attività ludica, pena l’annichilimento della sua essenza.

Ambienti educativi e tempi ludici

KAISER, ANNA
2009

Abstract

Muovendo da alcuni interrogativi connessi con la modernità e con il tempo biologico, lavorativo e sociale che ciascun soggetto è chiamato a gestire quotidianamente, si giunge al passaggio dal “tempo liberato” al “tempo libero”. Ignorato il mercato del tempo libero che offre all’uomo contemporaneo la possibilità di acquistare con il denaro l’accesso a multiformi offerte, lo sguardo pedagogico e interpretativo si proietta sulla libera scelta, circa le modalità più consone per occupare il proprio tempo libero, da parte del soggetto in grado di conoscere se stesso, le proprie facoltà ludiche, la capacità di provare gioia nella libertà del tempo. Si dischiudono così spazi per la ludicità in ambiente abitativo, nello scolastico e nel lavorativo, nel sociale, nel massmediatico, nello sportivo, nonché nel narrativo. L’uomo si delinea legittimamente quale soggetto permanente di gioco. Tuttavia, per mantenere ancora vivido il genius ludi nell’età adulta, l’educazione al tempo ludico non può rivolgersi limitatamente all’età infantile, poiché l’uomo ha bisogno, nella sua esistenza, tanto di formazione quanto di attività ludica, pena l’annichilimento della sua essenza.
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